Sonno irregolare, aumenta il rischio per il cuore
Un’analisi su quasi 10mila adulti collega le variazioni notturne a infarto, ictus e insufficienza cardiaca
Le variazioni negli orari del sonno sono state collegate a una maggiore probabilità di malattie cardiovascolari. L’associazione emerge dall’analisi di più di 1 milione di notti registrate da circa 10.000 adulti.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
Le cautele dei ricercatori
Marie-Pierre St-Onge, docente di medicina nutrizionale e direttrice del Center of Excellence for Sleep & Circadian Research del Columbia University Irving Medical Center di New York, invita a leggere i risultati con prudenza. La studiosa non ha partecipato alla ricerca e nel 2025 ha guidato il documento dell’American Heart Association dedicato alla salute del sonno e ai suoi effetti cardiometabolici.
Secondo St-Onge, il lavoro aggiunge la costanza degli orari tra gli aspetti del riposo da valutare insieme alla sua durata. Mancano però ancora prove sufficienti per stabilire che l’irregolarità sia, da sola, una causa diretta delle malattie cardiovascolari. «La durata e la regolarità del sonno interagiscono spesso nel determinare il rischio di malattie cardiache», ha osservato.
I dati sui rischi cardiaci
Nel periodo di osservazione, durato circa sei mesi, chi presentava maggiori oscillazioni tra una notte e l’altra mostrava una probabilità superiore del 20-23% di andare incontro a gravi problemi cardiovascolari. Tra gli eventi considerati figurano infarto, ictus e insufficienza cardiaca.
Ogni aumento di 29 minuti nella variabilità della durata del riposo è stato collegato a un incremento del 24% degli eventi cardiovascolari complessivi. L’associazione è salita al 29% per una patologia del muscolo cardiaco che riduce la capacità di pompare sangue e al 20% per l’insufficienza cardiaca.
Un numero più elevato di cicli completi durante la notte è invece comparso insieme a una diminuzione del 28% del rischio di aritmia atriale. Al contrario, un ciclo di durata anomala è stato messo in relazione con una probabilità del 55% più alta di infarto o ictus.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Come è stata condotta l’analisi
I partecipanti facevano parte del programma statunitense «All of Us» dei National Institutes of Health e indossavano dispositivi per rilevare l’attività fisica e i ritmi del riposo. Gli studiosi hanno preso in esame cinque elementi: il numero complessivo di ore dormite, la qualità del sonno, la variabilità degli orari, il momento abituale in cui si dorme e il numero e la durata dei cicli notturni.
Nella valutazione della qualità sono rientrati il tempo trascorso nelle fasi leggera, profonda e REM, oltre ai periodi di veglia successivi all’addormentamento. Per la tempistica sono stati considerati anche il punto centrale tra addormentamento e risveglio e il cronotipo individuale, cioè la tendenza naturale a essere più attivi al mattino o alla sera.
La regolarità nella vita quotidiana
Nguyen Minh Tuan Viet, neuroscienziato con un post dottorato presso il Boston Children’s Hospital e la Harvard Medical School, ha spiegato che l’attenzione non dovrebbe concentrarsi soltanto sul raggiungimento di una certa quantità di ore. «A volte non è possibile controllare la qualità del sonno, ma la regolarità – ovvero mantenere orari costanti per andare a dormire durante la settimana e svegliarsi sempre alla stessa ora ogni mattina – è un aspetto su cui molte persone possono intervenire», ha detto.
Nel mirino finiscono soprattutto le differenze tra i giorni feriali e il fine settimana, così come i turni lavorativi. I risultati preliminari saranno presentati alle Scientific Sessions 2026 dell’American Heart Association, in programma a Chicago dal 6 al 9 novembre, e dovranno essere confermati dalla pubblicazione completa su una rivista scientifica.
Continua a leggere
Finlandia, viaggio per single con cena al buio
Sedici adulti saranno scelti per quattro giorni tra Helsinki e Tampere, con candidature aperte fino al 10 novembre 2026.
Fariba Tehrani, appuntamento in tv senza avvisare Giulia
La 64enne ha cenato con Franco, 67 anni, ma ha scelto di non continuare la conoscenza.
John Frieda, morto a 75 anni il parrucchiere delle star
Dai tagli di Joanna Lumley e Lady Diana al siero Frizz-Ease, una carriera tra saloni e prodotti per capelli
Airbnb premia cinque storie di ospitalità italiana nel 2026
Tra borghi, trulli e dimore storiche, il riconoscimento valorizza host capaci di trasformare soggiorni in esperienze personali