John Frieda, morto a 75 anni il parrucchiere delle star
Dai tagli di Joanna Lumley e Lady Diana al siero Frizz-Ease, una carriera tra saloni e prodotti per capelli
John Frieda è morto a 75 anni. L’annuncio è stato diffuso il 3 novembre dal suo staff, che ha ricordato il celebre parrucchiere come un maestro del settore.
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Il successo nato dal crespo
La notorietà di Frieda non rimase legata ai saloni. Alla fine degli anni Ottanta, insieme a Gail Federici, sviluppò una linea dedicata a problemi specifici dei capelli, trasformando l’effetto crespo nel centro di una nuova attività commerciale.
Il prodotto più noto fu Frizz-Ease, il siero arrivato sul mercato nel 1989. Frieda ne spiegava l’utilizzo anche in televisione, con dimostrazioni semplici e concrete. Da quella soluzione nacque una gamma destinata a entrare nelle case di un pubblico molto più ampio rispetto alla clientela dei suoi saloni.
I tagli diventati riconoscibili
Uno dei momenti decisivi della sua carriera risale al 1976, quando Joanna Lumley gli chiese un’acconciatura adatta al personaggio di Purdey nella serie The New Avengers. Frieda realizzò un caschetto corto e arrotondato, con frangia piena e lati aderenti al volto. Il taglio, noto come Purdey, si impose rapidamente e gli appuntamenti nel nuovo salone arrivarono a riempire sei mesi.
Nel 1980 il parrucchiere lavorò sui capelli di Diana Spencer per i ritratti realizzati da Lord Snowdon e destinati a Vogue. La futura principessa apparve con frangia laterale, volume morbido e scalature leggere. Frieda curò inoltre le acconciature della cantante Lulu, sua moglie, accompagnandone il passaggio da forme soffici a tagli più corti e sfilati.
Una carriera iniziata da apprendista
Figlio di un parrucchiere e nipote di un barbiere, Frieda lasciò la scuola a 16 anni nonostante il padre lo volesse medico. Entrò come apprendista da Leonard of Mayfair, il salone di Leonard Lewis frequentato da attrici, modelle, musicisti e donne dell’alta società.
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La cura con cui piegava gli asciugamani attirò subito l’attenzione di Lewis e, dopo appena un mese, Frieda divenne suo assistente. Nei nove anni successivi affinò la tecnica lavorando anche per fotografie e sfilate, prima di aprire il suo primo salone nel 1976.
Il metodo e i collaboratori
Mary Rector, fondatrice di BehindTheChair.com, lo aveva soprannominato «il Cary Grant dei capelli». In un’intervista pubblicata dal Times nel giugno 2026, Frieda veniva descritto come elegante, scrupoloso e molto attento ai particolari, fino a controllare l’allineamento dei marmi nel salone.
Gail Federici, che sarebbe diventata sua socia, raccontò all’Independent di essere rimasta colpita dalla precisione delle sue idee e dalla capacità di trovare una risposta ai problemi legati alle acconciature. A Joanna Lumley, colpita da un suo lavoro visto su Vogue, Frieda disse: «Sì, lo adatterò a te». Il principio era partire da un’idea e modificarla in base alla persona.
Il suo nome rimase associato anche ai lavori dei professionisti cresciuti intorno al marchio. Nel film Nine, nel 2009, Kerry Warn realizzò per Nicole Kidman onde bionde ispirate agli anni Sessanta. Nel 2011 Harry Josh scelse per Gwyneth Paltrow, agli Oscar, capelli lisci e luminosi abbinati a un abito Calvin Klein.
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