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Lifestyle 3 min di lettura51 min fa

Sondaggio su 10mila adulti: il cute dà conforto e connessione

Un sondaggio su 10.000 adulti mostra il peso di conforto, affetto e connessione attribuito oggi al termine

La parola “cute” oggi indica molto più dell’aspetto grazioso di una persona o di un oggetto. Una ricerca europea commissionata da Sanrio mostra che il termine viene associato soprattutto a conforto, attenzione e vicinanza.

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Parigi trasforma i dati in esperienza

Il 1° novembre, in occasione del compleanno di Hello Kitty, Sanrio ha aperto alla Galerie Joseph di Parigi un’esperienza dedicata alla cultura del cute. L’obiettivo è stato portare nella realtà i risultati dello studio “Hello Kitty: Beyond Cute”, attraverso uno spazio pensato per essere osservato, vissuto e condiviso.

Per l’appuntamento parigino, Hello Kitty ha indossato un vestito realizzato appositamente da Kevin Germanier. Lo stilista svizzero, fondatore della maison che porta il suo nome, è conosciuto per l’impiego di materiali legati alla moda sostenibile e al riutilizzo creativo di capi e tessuti di lusso.


Gli italiani pensano agli altri

Lo studio è stato realizzato da OnePoll su 10.000 adulti residenti in Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Nel confronto tra i cinque Paesi, l’Italia presenta il legame più marcato tra cute e attenzione verso gli altri: il 52,9% associa la parola a qualcosa di gentile o premuroso, contro il 48,4% che pensa anzitutto a qualcosa di adorabile.

Per il 31,9% degli italiani, il cute coincide soprattutto con un gesto d’affetto o di gentilezza. Soltanto il 15,2% lo considera ancora principalmente una caratteristica estetica. Il 42,8% ritiene particolarmente significativo quando un amico invia qualcosa perché gli ha fatto venire in mente quella persona, mentre il 39,2% indica un atto inatteso di gentilezza come il modo più forte per sentirsi vicino a qualcun altro.

La dimensione altruistica emerge anche dalle azioni quotidiane. Il 28,2% degli italiani cerca contenuti o situazioni cute per fare sorridere un’altra persona, più che per ottenere un beneficio personale. Inoltre, il 40,8% ha rivolto un complimento nell’ultimo mese con l’intento di prendersi cura di qualcuno: è la percentuale più elevata tra i Paesi coinvolti.

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Una parola legata al conforto

A livello europeo, l’81% degli intervistati afferma che un momento cute può migliorare l’umore. Il 76% lo considera utile nei periodi difficili e il 71% lo collega a una maggiore sensazione di vicinanza agli altri. Il 43% degli adulti ritiene inoltre che il significato del termine sia cambiato nell’ultimo decennio, passando dall’estetica a una forma di attenzione espressa verso qualcuno.

Tra i membri della Generazione Z, la stessa opinione raggiunge il 59%. In Italia il 61,2% degli adulti considera questi momenti più importanti rispetto a cinque anni fa, soprattutto per la necessità di trovare conforto durante periodi percepiti come incerti, indicata dal 39,6% degli intervistati.

Anche i comportamenti digitali riflettono questa tendenza. Il 36,9% degli italiani condivide contenuti cute ogni giorno o più volte nell’arco della giornata; tra i materiali più diffusi figurano messaggi d’affetto, indicati dal 50%, meme divertenti, al 32%, e fotografie legate ai ricordi, al 30%.


Il ruolo di Hello Kitty

Creata in Giappone nel 1974, Hello Kitty è diventata il simbolo più noto associato al concetto di cute. In oltre cinquant’anni la sua immagine è passata dai prodotti commerciali alla moda, dalla cultura popolare alle piattaforme digitali, mantenendo il legame con un’idea di gentilezza accessibile e condivisa.

Silvia Figini, direttrice operativa di Sanrio per Europa, Medio Oriente e Africa, India e Oceania e di Mr Men a livello mondiale, ha spiegato che per l’azienda Hello Kitty rappresenta un modello fondato sulla gentilezza e sulla comunità. Secondo Figini, i risultati dello studio confermano che il cute viene percepito come un linguaggio capace di creare relazioni, non soltanto come uno stile visivo.

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