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Lifestyle 2 min di lettura3 giorni fa

Simon Cracker, la moda che si monta e si reinventa

Tra patchwork, materiali recuperati e moduli da spostare, Simone Botte porta in passerella un guardaroba pensato per essere trasformato da chi lo indossa.

Ganci, tessuti di recupero e oggetti trasformati in accessori: la proposta di Simon Cracker per la prossima estate invita a costruire l’abito invece di considerarlo un oggetto finito. Il progetto è stato presentato alla Milano Fashion Week con il sostegno di Lineapelle.


Un guardaroba da trasformare

La collezione funziona come una piccola ludoteca sartoriale. Top e vestiti possono cambiare configurazione grazie a elementi mobili, mentre il richiamo al mondo dell’infanzia passa anche da forme che ricordano un sipario.

Il recupero coinvolge materiali e oggetti molto diversi. Gli abiti assemblano ritagli di stoffe differenti, i giubbini in pelle spalmata giocano con tinte dall’aspetto plastico e gli orecchini nascono da tappi raccolti sulle spiagge. Anche i portapranzo vengono ripensati come borse, secondo una soluzione facilmente riproducibile.


La moda torna alla portata

Per Simone Botte, il rapporto con chi osserva e replica le sue idee conta più della sola vendita. "La risposta della community nel replicarli è il mio vero successo fin dal 2010", ha spiegato il designer, indicando nell’upcycling un modo per recuperare capi esistenti, dedicarvi tempo e ridurre gli acquisti impulsivi.

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La sua riflessione parte da una difficoltà concreta: "C'è una distanza assurda tra le passerelle e la gente comune". Secondo Botte, le nuove generazioni continuano a guardare alla moda, ma spesso non riescono a sostenerne i costi; da qui l’idea di proporre capi traducibili e adattabili, capaci di diventare un esercizio creativo.


Dalla Romagna alla passerella

Il riferimento emotivo della collezione è un’estate dell’infanzia trascorsa nei campi della Romagna, tra abiti improvvisati e giochi con ciò che era disponibile. La sottoveste della nonna, la cravatta dello zio e le scarpe della mamma diventano così il punto di partenza ideale per il titolo "Via Francia".

Botte, quarantenne, appartiene a quella fascia di designer spesso definita emergente perché distante dai circuiti mainstream. Una collocazione laterale che gli consente di osservare il sistema da un’altra prospettiva e di trasformare il fai-da-te in una vera dichiarazione progettuale.

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