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Lifestyle 2 min di lettura6 giorni fa

Shambolism: il disordine che arreda meglio del minimalismo

Dalle riviste di moda alle case vere, lo Shambolism ribalta l’idea di ordine: meno perfezione esibita, più oggetti, ricordi e carattere lasciati in vista.

Lo Shambolism invita a non nascondere tutto dietro superfici immacolate: libri lasciati a vista, ceramiche non abbinate e tessuti vissuti diventano parte dell’arredo. L’idea è quella di uno spazio più personale, meno levigato e più vicino alla quotidianità.


Un nome nato da una designer

A diffondere per la prima volta il termine è stata British Vogue, dove Karen Spector, designer e direttrice creativa di Lovers Unite, ha presentato questa tendenza. La stessa Spector ha spiegato: «Descriviamo spesso la nostra stessa casa come shambolic (scombinata/caotica), così mi sono inventata una parola per questo trend: shambolism. Si tratta di accogliere la bellezza che emerge quando le cose non sono perfettamente risolte».


Addio alla perfezione da vetrina

Il nuovo stile si muove all’opposto del minimalismo più severo e dell’ossessione per il decluttering. Non invita a vivere nel caos sporco o nell’accumulo senza freni, ma a considerare legittimo un ambiente domestico che non assomigli a un catalogo. Il nome nasce dall’unione di shambles e del suffisso -ism, con l’idea di trasformare l’imperfezione in una scelta estetica.


Da Instagram al bisogno di calore

Tra le origini della tendenza c’è anche una reazione all’immaginario diffuso da Instagram e TikTok, pieni di interni candidi, essenziali e quasi privi di tracce personali. A questo si aggiunge il richiamo al cluttercore e al massimalismo, ma in una versione più morbida ed eclettica. Sullo sfondo, secondo questa lettura, c’è anche il desiderio di case che offrano conforto e restituiscano una storia autentica.

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Come portarlo in casa

Sul piano pratico, lo Shambolism passa da scelte molto concrete: plaid non stirati, cuscini non perfettamente allineati, tappeti diversi accostati nello stesso ambiente e tende in lino lasciato con una piega naturale. Anche le pareti possono diventare meno rigide, mescolando cornici dorate, moderne o grezze, insieme a quadri, foto di famiglia, stampe pop e ritagli di giornale.

Quadri e immagini non devono per forza restare appesi in modo regolare: possono finire anche appoggiati al muro o sistemati ad altezze irregolari. Lo stesso vale per gli oggetti che parlano della vita di chi abita la casa, come strumenti musicali, materiali da disegno, pile di romanzi, dischi in vinile o collezioni di ceramiche spaiate lasciate in vista.

L’effetto si completa con pezzi recuperati nei mercatini, mobili segnati dal tempo e abbinamenti insoliti, come una sedia contemporanea accanto a un tavolo rustico ereditato in famiglia. Anche il verde ha un ruolo preciso: piante come il pothos, vasi diversi tra loro e contenitori improvvisati, dalle tazze vintage ai barattoli di latta, aiutano a rendere l’insieme più spontaneo.

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