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Lifestyle 3 min di lettura3 ore fa

Sgarbi in rianimazione: il grido della figlia e il nodo delle cure

Il critico d’arte è ricoverato al Gemelli per insufficienza respiratoria: condizioni critiche ma stabili, mentre Evelina torna ad accusare chi lo avrebbe sottoposto a un’estate di eccessiva esposizione.

La visita al Policlinico Gemelli ha lasciato Evelina Sgarbi profondamente scossa. La figlia ha raccontato di aver visto il padre in condizioni di sofferenza estrema, riaccendendo una frattura familiare che negli ultimi mesi era già approdata nelle aule giudiziarie.

Vittorio Sgarbi, ricoverato da due giorni in terapia intensiva a Roma, è seguito dai medici per un’insufficienza respiratoria. L’ultimo aggiornamento sanitario riferisce che il quadro resta critico, ma al momento stabile.


La reazione dopo la visita al Gemelli

«Sono stata oggi al Gemelli da mio padre. Sono sconvolta. L’ho trovato in una condizione di sofferenza estrema, che mi ha devastato la mente e che rimarrà in modo indelebile conficcata nel mio cuore», ha detto Evelina dopo aver incontrato il padre.

La giovane, nata nel 2000 dalla relazione tra Sgarbi e Barbara Hary, sostiene da tempo di aver provato a limitare gli impegni pubblici del critico d’arte. Secondo il suo racconto, il padre sarebbe stato portato a numerosi appuntamenti nonostante un evidente peggioramento fisico, con una forte perdita di peso e una minore energia rispetto al passato.

Evelina ha quindi accusato chi gli sarebbe stato vicino di averne favorito l’esposizione pubblica durante l’estate, anche per la promozione del libro “Il cielo più vicino. La montagna nell’arte”. Ha aggiunto di sentirsi ancora una volta inascoltata e ha chiesto cosa possa fare per aiutare il padre.


Il bollettino descrive un quadro delicato

La comunicazione diffusa in serata dal Policlinico Gemelli indica nell’insufficienza respiratoria la ragione del ricovero in terapia intensiva. Il documento non segnala un peggioramento ulteriore, ma precisa che le condizioni del critico restano comunque gravi.

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Al capezzale di Sgarbi sono arrivate la compagna Sabrina Colle e la sorella Elisabetta, oltre alla figlia Evelina. La presenza dei familiari avviene mentre tornano al centro dell’attenzione le tensioni sulle sue condizioni di salute e sulla gestione della sua vita personale.


La disputa sull’amministratore di sostegno

Nel 2025 Sgarbi era stato ricoverato per problemi fisici accompagnati da una forte depressione. In quel periodo Evelina aveva chiesto la nomina di un amministratore di sostegno, con l’obiettivo dichiarato di garantire al padre maggiore assistenza nella cura della salute e nella gestione del patrimonio.

A maggio la figlia aveva spiegato pubblicamente di essere stata descritta come interessata ai beni del padre, respingendo quell’accusa. Aveva sostenuto che le condizioni di Sgarbi fossero visibili anche nelle sue apparizioni recenti e che non ricevesse l’assistenza necessaria.

La vicenda aveva coinvolto anche Sabrina Colle, compagna storica del critico d’arte. Sgarbi aveva annunciato l’intenzione di sposarla, ma il matrimonio non si è celebrato. Nel dicembre 2025 il giudice aveva respinto la richiesta di un amministratore per gli atti ordinari della vita quotidiana, disponendo però una perizia sulla capacità del critico di affrontare decisioni straordinarie, tra cui le nozze.

Sgarbi aveva contestato quella decisione, sostenendo che la depressione non impedisse di compiere scelte consapevoli sul piano affettivo e patrimoniale. Aveva inoltre ringraziato pubblicamente Sabrina Colle, la sorella Elisabetta e alcuni amici per la vicinanza ricevuta. Ora, con il nuovo ricovero, il conflitto familiare torna a intrecciarsi con l’evoluzione del suo quadro clinico.

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