Seikei, il viso cambia con le mani: il metodo giapponese da provare
Dalla pratica domestica ai trattamenti professionali, il metodo di Ena Narumi lavora su tensioni, postura e mobilità dei tessuti per ridefinire l’armonia del volto.
Un programma di quattro settimane propone di rilassare, tonificare e ridefinire gradualmente i tratti del viso attraverso tecniche naturali. È il percorso descritto in *Ma révolution beauté du visage* (Leduc), libro che raccoglie il lavoro di Sylvie Lefranc, esperta di yoga del viso, ed Ena Narumi, facialist giapponese e ideatrice del Face Pointer. Il programma alterna lavoro manuale, yoga facciale, automassaggio e face taping, con l’obiettivo di rendere la cura del volto una pratica quotidiana.
La tecnica si impara anche a casa
L’automassaggio non è un elemento accessorio del Seikei, ma uno dei suoi presupposti. La persona viene accompagnata a osservare il proprio viso, riconoscere le aree più contratte e ripetere con regolarità i gesti più adatti alle proprie necessità.
Durante la seduta, il professionista mostra come usare il Face Pointer e gli altri strumenti, spiegando quali zone possono essere coinvolte per affrontare un determinato squilibrio. L’obiettivo è rendere il cliente più consapevole e autonomo, senza affidare il benessere del viso soltanto a appuntamenti sporadici.
La formazione rivolta agli operatori in Francia viene realizzata in collaborazione con LB Facialistes. Ena Narumi raggiunge inoltre il Paese una o due volte all’anno per condurre sessioni formative e trasmettere direttamente il metodo.
Un approccio che parte dal corpo
Il termine Seikei indica l’atto di dare forma o modellare. Il metodo, sviluppato da Ena Narumi, nasce dall’idea che le mani possano accompagnare il volto verso un aspetto più tonico, equilibrato e definito, senza interventi chirurgici né procedure invasive.
Il viso viene però considerato all’interno di una rete più ampia. Collo, spalle, clavicole, scapole, mani, zona lombare, gabbia toracica e cuoio capelluto possono entrare nel trattamento quando tensioni, postura o scarsa mobilità dei tessuti influenzano l’aspetto del volto.
Un contorno mandibolare poco netto, per esempio, può essere associato a rigidità nella zona delle clavicole; i solchi nasolabiali possono invece risentire delle tensioni presenti nella muscolatura del cuoio capelluto. La logica del metodo consiste quindi nel cercare le connessioni, anziché limitarsi alla parte in cui l’inestetismo risulta più evidente.
Pressioni mirate e strumenti specifici
Il Face Pointer è lo strumento più rappresentativo del Seikei. Ha una forma simile a quella di una penna e consente di applicare una pressione precisa su punti selezionati del viso o del corpo, arrivando fino a circa 1,5 cm di profondità. Il meccanismo a molla permette di dosare l’intensità in modo controllato.
Accanto a questo dispositivo vengono impiegati altri strumenti con funzioni diverse. Head Driver è destinato soprattutto a testa e collo, Horizone al cuoio capelluto, mentre Volcaino viene utilizzato sul corpo. Face Player, invece, sfrutta la tecnologia EMS per stimolare la muscolatura facciale.
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La strumentazione non sostituisce il lavoro manuale. Il trattamento combina infatti pressioni, manualità e conoscenze relative a muscoli, fascia e collegamenti tra volto e corpo, con un intervento modulato sulle caratteristiche della singola persona.
Perché il viso appare più disteso
L’effetto liftante ricercato dal metodo deriva dalla combinazione di più interventi. Lavorare sulle contrazioni di viso, collo, cuoio capelluto e clavicole può favorire una migliore libertà dei tessuti e una maggiore mobilità della fascia.
A questo si aggiunge l’azione mirata sulle aree che possono contribuire a gonfiore e perdita di definizione. Il risultato atteso è un volto dall’aspetto più rilassato, armonico e delineato, ottenuto attraverso un riequilibrio complessivo e non con un’azione limitata alla superficie cutanea.
A chi può essere utile
Il Seikei viene proposto in presenza di perdita di tono, doppio mento, rughe, occhiaie, borse, solchi nasolabiali o asimmetrie. Ogni percorso viene adattato alla struttura del volto e agli obiettivi della persona, valutando anche le tensioni presenti in altre aree.
Il metodo può essere preso in considerazione anche da chi ha già affrontato trattamenti di medicina estetica o interventi chirurgici. In questi casi può servire come approccio complementare per lavorare su mobilità, tensioni ed equilibrio generale, soprattutto quando diverse zone del viso hanno seguito trasformazioni differenti nel tempo.
Dopo un’operazione o una procedura estetica recente è comunque necessario attenersi alle indicazioni del medico e attendere i tempi stabiliti prima di ricevere un massaggio o utilizzare dispositivi e strumenti.
Il metodo arriva anche a Parigi
Il Seikei è presentato a Parigi da Bijo, concept store dedicato alla bellezza giapponese creato da Keiko Suyama. Qui il percorso ideato da Ena Narumi viene proposto come evoluzione professionale di una pratica di cura personale fondata su costanza, ascolto del corpo e gesti mirati.
L’esperienza si inserisce nel crescente interesse per i trattamenti manuali giapponesi, dopo la diffusione del Kobido, ma se ne distingue per l’attenzione riservata alle relazioni tra volto, postura e tessuti corporei. Il viso resta il centro dell’intervento; il corpo viene coinvolto quando può contribuire a modificarne equilibrio e aspetto.
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