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Lifestyle 2 min di lettura14 ott

Il tumore che ha colpito Leone XIV: segnali, rischi e cure

L’adenocarcinoma del polmone può restare silenzioso all’inizio, ma diagnosi e trattamento tempestivi incidono sulle possibilità di intervenire.

L’adenocarcinoma polmonare è una forma maligna di tumore che nasce nei tessuti del polmone. È stato associato anche ai casi di Rosanna Banfi e di Papa Leone XIV e, come altri tumori, deriva da una crescita anomala delle cellule provocata da alterazioni del DNA. La sua pericolosità dipende soprattutto dalla possibilità che la malattia si estenda oltre la sede iniziale.

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I rischi e i segnali da riconoscere

Nelle prime fasi la neoplasia può non dare sintomi evidenti. Quando compaiono, i disturbi possono essere confusi con problemi respiratori comuni, rendendo meno immediato il riconoscimento della malattia.

Con la progressione possono manifestarsi affanno, difficoltà a respirare e tosse secca persistente, talvolta accompagnata dalla presenza di sangue. Tra gli altri segnali indicati rientrano dolore toracico, stanchezza diffusa, febbre, perdita di peso non spiegata e riduzione dell’appetito.

Le cause precise non sono ancora completamente note. Tra i fattori che aumentano il rischio, tuttavia, vengono indicati il consumo di sigarette, anche attraverso il fumo passivo, e il contatto con sostanze come amianto, arsenico, radon e nichel.


Come si arriva alla diagnosi

L’identificazione precoce può influire sulle possibilità di trattamento. Se il quadro clinico lo richiede, il medico può prescrivere esami per osservare il torace e individuare eventuali anomalie, tra cui radiografia, ecografia, risonanza magnetica, tomografia computerizzata e tomografia a emissione di positroni.

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Quando gli accertamenti mostrano una massa, la biopsia permette di stabilire se si tratta di una formazione maligna o benigna. In base ai risultati possono essere necessari ulteriori esami, come la broncoscopia, che consente di esaminare le vie respiratorie, oppure la toracocentesi, utilizzata per analizzare il liquido presente nella cavità pleurica.


Le cure cambiano con lo stadio

Dopo aver definito l’estensione del tumore, gli specialisti valutano il percorso terapeutico più adatto. Se la situazione lo consente, l’intervento può prevedere l’asportazione chirurgica della massa o della parte di polmone interessata.

A seconda dello stadio e delle caratteristiche della malattia, alla chirurgia possono essere affiancate radioterapia e chemioterapia. La scelta dipende dagli esiti degli esami e dalla diffusione del tumore, che può raggiungere anche i linfonodi, il fegato o altri organi interni.

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