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Lifestyle 2 min di lettura10 ore fa

Sedici colonne nel cuore di Roma: la nuova Selva di Tresoldi

L’installazione trasparente di Edoardo Tresoldi occupa piazza Mignanelli fino a gennaio, davanti allo spazio culturale PM23 della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti.

Sedici colonne alte oltre sei metri trasformano temporaneamente piazza Mignanelli in un paesaggio sospeso. L’opera, realizzata con una rete metallica e intitolata “Selva”, resterà nel cuore di Roma fino a gennaio, davanti a PM23, lo spazio espositivo che accoglie le iniziative culturali della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti.


Un bosco fatto di metallo

A dispetto del nome, l’installazione non contiene elementi vegetali. Tresoldi costruisce invece una sorta di foresta architettonica attraverso colonne romane trasparenti, capaci di evocare nello stesso momento un albero, un edificio e la memoria stratificata del luogo.

La scelta della rete metallica, tratto riconoscibile del lavoro dell’artista, rende la struttura visibile senza appesantirla. “Dà forma a una presenza al tempo stesso concreta e immateriale, capace d’inserirsi nello spazio senza cancellarlo e di modificarne la percezione attraverso la trasparenza”, ha spiegato Edoardo Tresoldi presentando il progetto.

L’opera si inserisce nella ricerca dell’artista sul rapporto tra architettura, paesaggio, materia e memoria. La Fondazione ha commissionato direttamente il lavoro, seguendo una concezione del mecenatismo orientata non soltanto al sostegno di opere già esistenti, ma anche alla nascita di nuove creazioni.


Piazza Mignanelli ritrova la sua storia

La collocazione non è casuale. Per Giancarlo Giammetti, piazza Mignanelli è legata in modo profondo alla storia di Valentino: qui si trova la sede storica della casa di moda, si sono svolte le sfilate e ha avuto origine l’Accademia Valentino. Oggi la piazza ospita anche la sede della Fondazione.

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Durante l’inaugurazione, Giammetti ha ribadito il legame personale con questo spazio romano: “Questa piazza è nostra”. La frase, ha chiarito il contesto dell’evento, non aveva intento ironico, ma esprimeva l’affetto per un luogo considerato centrale nella storia della maison e nella sua esperienza della città.

All’appuntamento ha partecipato anche Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Turismo e Moda di Roma Capitale. La presenza dell’amministrazione si collega alla collaborazione già avviata tra la Fondazione, Roma Capitale e il Municipio I per sostenere iniziative dedicate alla valorizzazione urbana e culturale.

Nato a Milano nel 1987, Tresoldi realizza opere pubbliche di grandi dimensioni e indaga il rapporto tra corpi, architettura e paesaggio. Nei suoi lavori ricorrono anche il confronto con l’archeologia, l’osservazione dei paesaggi di rovina e il concetto di “Materia Assente”.

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