Schumacher, il dolore di Corinna: «Quando parte quella canzone piango
Nel nuovo documentario la moglie del campione ripercorre il 1994, le lettere delle fan e il legame costruito in oltre trent’anni insieme.
Il 1994 fu l’anno del primo titolo mondiale di Michael Schumacher, ma anche quello in cui la Formula 1 conobbe uno dei suoi momenti più bui. A San Marino morirono Roland Ratzenberger e Ayrton Senna, un doppio dramma che segnò profondamente anche il pilota tedesco.
Il weekend che cambiò tutto
Corinna Schumacher ha raccontato che proprio allora lei e Michael compresero fino in fondo quanto il rischio fosse diventato parte integrante delle corse. «Avrei preferito che non avessero corso. Anche Michael disse che non si sarebbe dovuto correre. Ma se la decisione è “si corre”, allora devi correre», ha ricordato parlando di quei giorni.
La riflessione emerge nel documentario Netflix “Schumacher ’94: La nascita di una leggenda”, disponibile dal 2 ottobre. Il film riporta così l’attenzione sull’inizio della carriera del campione e sul clima che accompagnò la sua prima grande conquista iridata.
Le fan e il curioso tormentone
Negli anni di maggiore popolarità, Michael riceveva una quantità enorme di messaggi dalle sostenitrici. Tra le mittenti ce n’era una chiamata Jutta, arrivata persino a spedire biancheria intima: da quella vicenda nacque l’espressione «Dai, Jutta!», diventata una battuta ricorrente nella vita privata del pilota.
L’inizio della relazione con Corinna, tuttavia, non fu accolto con entusiasmo dalla madre di lei. La donna temeva l’ambiente degli Schumacher e raccontava che nella loro abitazione esisteva una pista per go-kart, dove chi sbagliava veniva allontanato; Michael, aggiungeva, era sempre impegnato a guidare.
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Il ricordo resta intatto
La storia tra Michael e Corinna cominciò nei primi anni Novanta, venne resa nota nel 1992 e arrivò al matrimonio nel 1995. Dalla loro unione sono nati Gina Maria e Mick, mentre la famiglia ha attraversato anche la lunga fase seguita all’incidente sugli sci di Méribel, avvenuto nel dicembre 2013 e culminato in mesi di coma.
Da allora Corinna ha scelto di mantenere il massimo riserbo sulle condizioni del marito. Nel nuovo intervento ha però condiviso un ricordo molto personale: «Quella era la nostra canzone all'epoca. Se la ascolto oggi mentre sono in macchina, piango da sola in silenzio».
Il brano è “Rush Rush” di Paula Abdul, pubblicato nel 1991, proprio nel periodo in cui il loro rapporto iniziava a prendere forma. Corinna ha anche ricordato una panchina utilizzata dalla coppia per affrontare i momenti difficili: quando lei alzava la voce, Michael reagiva chiudendosi nel silenzio. Nel 2021, presentando il precedente documentario dedicato al campione, aveva spiegato che lui manca a tutti ma continua a essere presente, seppure in una forma diversa, e che questa consapevolezza dà forza alla famiglia.
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