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Schumacher, cosa guardava prima della caduta: il racconto di Todt

A quasi tredici anni dall’incidente sugli sci, l’ex dirigente Ferrari riferisce un particolare sugli attimi che precedettero la caduta di Méribel.

Un nuovo elemento riporta l’attenzione sull’incidente che ha cambiato la vita di Michael Schumacher. Jean Todt, figura storica della Ferrari e amico dell’ex pilota tedesco, ha raccontato che negli istanti precedenti alla caduta Schumacher avrebbe rivolto lo sguardo verso il figlio Mick.

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Lo sguardo rivolto a Mick

Il riferimento è comparso durante un’intervista nel podcast En Toute Liberté. Secondo la ricostruzione di Todt, Schumacher non stava osservando il tratto di pista davanti a sé, ma cercava il figlio, che quel giorno sciava insieme a un amico.

“Michael non guardava davanti a sé, stava guardando suo figlio, che era con un amico. Poi è scivolato su una roccia ed è andato a sbattere con la testa contro un’altra roccia”, ha dichiarato Todt. Il dirigente ha quindi collegato la perdita di equilibrio al contatto con una pietra e al successivo impatto.

Il particolare resta legato alla testimonianza personale dell’ex dirigente Ferrari e si aggiunge agli elementi già emersi sulla dinamica. Le verifiche condotte dopo l’incidente avevano infatti utilizzato anche le immagini registrate dalla videocamera fissata sul casco di Schumacher.


La dinamica ricostruita dagli accertamenti

L’incidente avvenne il 29 dicembre 2013 sulle piste di Méribel, in Francia. Schumacher si trovava a circa otto metri dal margine della pista quando uno dei suoi sci entrò in contatto con una roccia, facendogli perdere l’equilibrio.

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La caduta si concluse con un violento urto della testa contro un’altra roccia e con un gravissimo trauma cranico. Gli accertamenti non avevano attribuito responsabilità specifiche alla velocità, all’equipaggiamento o alla segnaletica presente nell’area sciistica.


Le poche parole sulle condizioni

La famiglia di Schumacher ha mantenuto negli anni una rigorosa riservatezza sulle condizioni del campione, limitando le informazioni rese pubbliche. Todt, parlando dell’amico, ha scelto di non fornire dettagli medici aggiornati.

“Non è più lo stesso Michael che conoscevamo, ma è ancora qui”, ha spiegato. Una frase che conferma la delicatezza della situazione senza chiarire quale sia oggi l’effettivo stato di salute dell’ex campione del mondo.

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