Scarpe PE 2027, la passerella cambia passo: tutte le sorprese da Milano
Tacchi scultorei, icone rétro, infradito trasformate e contaminazioni inattese definiscono la nuova stagione calzaturiera vista alla Milano Fashion Week.
A Milano la moda Primavera-Estate 2027 affida alle scarpe un ruolo tutt’altro che secondario. Le passerelle mostrano un panorama ricco di contrasti: forme sensuali e modelli funzionali, richiami al passato e intuizioni futuristiche convivono senza seguire un’unica direzione. Il tacco diventa una presenza scenografica, mentre anche le calzature più quotidiane vengono ripensate come oggetti eccentrici e desiderabili.
Il tacco torna protagonista
The Attico porta in passerella una femminilità costruita per la notte, ma pronta a invadere anche il guardaroba di tutti i giorni. Gilda Ambrosio e Giorgia Tordini insistono sui codici della maison, tra punte affilate, sandali vistosi e tacchi decisi, pensati per una donna che non aspetta l’occasione giusta: la crea da sola.
Anche Fendi sceglie di caricare le scarpe di energia e sensualità. Nel racconto di Maria Grazia Chiuri, décolleté e sandali con stiletto assumono l’aspetto di piccoli gioielli, grazie a stampe animalier, borchie, superfici lucide e dettagli dalla presenza quasi architettonica. Roberto Cavalli, invece, guarda agli archivi e riporta in scena il linguaggio della disco girl: tacchi altissimi, colori accesi, motivi zebrati e stampe leopardate accompagnano una moda pensata per attirare gli sguardi.
Da Max Mara il tacco viene ricondotto a una dimensione più pratica, senza perdere carattere. Ian Griffiths immagina una viaggiatrice elegante, con sandali di camoscio indossati insieme a collant coordinati, stivaletti aderenti come calze e stivali in suede completati da tacchi larghi e importanti. Blumarine aggiunge invece una nota giocosa e brillante, con sandali decorati e una collaborazione con UGG che trasforma la clog attraverso elementi metallici, cabochon colorati e piume.
Il passato ritorna, ma cambia volto
Gucci attinge al proprio patrimonio per costruire un guardaroba di identità diverse, dalla signora borghese al ragazzo dall’attitudine più contemporanea, fino alla femme fatale. Mocassini, décolleté con monogramma GG, sandali e interpretazioni dell’Horsebit recuperano segni riconoscibili della maison, rielaborati secondo la visione di Demna.
Tod’s si muove sulla stessa linea temporale, ma sceglie gli anni Novanta come punto di partenza. Matteo Tamburini aggiorna i mocassini in pelle con penny bar e riafferma il ruolo del Gommino, che nella collezione torna a essere il simbolo più immediato dell’identità del marchio. Etro, con Halo, introduce invece una sensibilità bohemien: ballerine e sandali da gladiatore si arricchiscono di ricami, motivi floreali e decorazioni in sintonia con il nuovo capitolo della maison.
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Missoni lavora sulla leggerezza e sulla libertà di movimento. I suoi mocassini, proposti in pelle o tessuto, restano essenziali ma raffinati, mentre i sandali sottili vengono accostati a calzettoni voluminosi, creando un contrasto deliberato. Marni trasforma infine il rétro in materia di sperimentazione: i sandali diventano più tecnici, le sneakers si allungano fino a ricordare stivali e le forme d’antan vengono completate da calzettoni.
Quando la scarpa rompe le regole
MM6 Maison Margiela porta all’estremo l’idea di una moda che non rispetta la funzione originaria dei capi. Ai sabot in camoscio si affianca il progetto con Havaianas, che reinventa la flip-flop in una piattaforma formata da più infradito sovrapposte e in una versione surreale con sei dita. L’ironia, in questo caso, diventa parte integrante del design.
Moschino sceglie un approccio altrettanto libero per la prima collezione firmata da Loris Messina e Simone Rizzo. Il duo riporta il linguaggio della maison nella quotidianità e alterna sandali e décolleté dalle linee pulite a volumi più arrotondati, con colori pop capaci di modificare l’impatto dell’intero look.
Jil Sander mette in discussione la perfezione del minimalismo introducendo asimmetrie, aperture e proporzioni meno prevedibili. Décolleté e sandali interrompono così l’ordine consueto della maison, lasciando spazio a un’imperfezione studiata. Diesel conclude il capitolo creativo di Glenn Martens con un’atmosfera festosa: la collezione Primavera-Estate 2027 si presenta come l’ultimo atto di sei anni all’insegna della trasformazione e dell’energia.
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