Sardegna, quindici ristoranti provano a spegnere i tablet
Nei locali aderenti arrivano giochi e matite: l’obiettivo è coinvolgere anche i genitori durante l’attesa dei piatti.
Quindici ristoranti della Sardegna hanno aderito a un progetto che elimina tablet e smartphone dai tavoli durante i pasti. L’iniziativa, chiamata “A tavola senza schermi”, propone giochi di società, disegni e altri passatempi per riempire l’attesa dei piatti.
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Il progetto nei ristoranti
A promuoverla è Anna Cau, garante regionale per l’infanzia, insieme a Fipe Confcommercio. L’obiettivo è riportare la conversazione e la partecipazione al centro dei momenti trascorsi al ristorante, evitando che i bambini vengano intrattenuti con cartoni animati e video trasmessi dai dispositivi degli adulti.
La sperimentazione non si rivolge soltanto ai più piccoli. I promotori chiedono infatti a madri e padri di adottare per primi lo stesso comportamento, rinunciando per il tempo del pasto a messaggi, posta elettronica e social network. Secondo l’impostazione del progetto, non sarebbe coerente chiedere ai figli di abbandonare lo schermo mentre gli adulti continuano a usarlo accanto a loro.
Il comportamento degli adulti
Osservazioni condotte in alcuni ristoranti dal dipartimento di pediatria della Facoltà di medicina della Boston University hanno rilevato che oltre il 70% dei genitori utilizza attivamente il telefono durante il pasto con i figli. L’uso del dispositivo si accompagna, in diversi casi, a risposte distratte o irritate alle richieste dei bambini.
Quando l’attenzione degli adulti si sposta sullo schermo, i figli possono reagire aumentando i capricci oppure isolandosi a loro volta davanti a un dispositivo. La stessa dinamica, secondo il testo, si ripete anche fuori dai ristoranti: video e smartphone vengono spesso utilizzati per gestire la noia, i momenti di attesa o le proteste.
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Il valore della noia
Neuropsichiatri infantili e pediatri italiani ricordano però che l’assenza di stimoli continui può favorire fantasia, creatività e capacità di tollerare la frustrazione. Stefano Vicari, responsabile della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, ha più volte richiamato questo aspetto.
L’attenzione dei medici riguarda anche le conseguenze dell’uso degli schermi nelle ore serali. Tra gli effetti associati vengono indicati difficoltà nel sonno, irritabilità, sbalzi d’umore quando il dispositivo viene spento e una maggiore tendenza all’isolamento.
Nei quindici locali coinvolti, l’alternativa passa quindi da strumenti semplici: una scatola di giochi, fogli e matite colorate. Il progetto punta a trasformare l’attesa del pranzo o della cena in un’occasione di scambio tra bambini e adulti, senza dispositivi sul tavolo.
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