Russell Brand condannato per uno stupro e tre violenze sessuali
Il tribunale di Southwark ha assolto il comico da due accuse di stupro e da una di tentata violenza
Russell Brand è stato riconosciuto colpevole di uno stupro e di tre violenze sessuali nel Regno Unito. Il comico britannico è stato invece assolto da altre due accuse di stupro e da una contestazione di tentata violenza sessuale.
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Un processo senza telecamere
Il procedimento si è svolto alla Southwark Crown Court, edificio in mattoni sulle rive del Tamigi lontano dall'immagine solenne dell'Old Bailey, il tribunale londinese dove vengono giudicati alcuni dei criminali più noti del Paese. L'aula non ha ospitato riprese televisive, registrazioni o fotografie, fatta eccezione per le parole pronunciate dal giudice durante la sentenza.
Le regole britanniche hanno impedito che il caso diventasse uno spettacolo digitale. I giornalisti hanno potuto riferire soltanto ciò che la giuria ha ascoltato, evitando commenti, previsioni o ricostruzioni capaci di condizionare il procedimento. Anche il disegnatore autorizzato a seguire l'udienza ha dovuto limitarsi agli appunti, completando i propri schizzi all'esterno.
Le tutele per accusatrici e giurati
Nel Regno Unito, chi denuncia un reato sessuale mantiene l'anonimato per tutta la vita. In aula possono essere pronunciati nomi o elementi utili all'identificazione, ma diffonderli fuori dal tribunale può portare a un arresto per oltraggio alla corte.
La difesa, inoltre, deve ottenere l'autorizzazione del giudice prima di affrontare la storia sessuale delle accusatrici. Durante il processo, il magistrato ha reagito con durezza al sospetto che un blogger avesse oltrepassato i limiti: «Avete un sacco di agenti di polizia là dietro… Mandatene uno ad arrestarlo!». L'uomo è stato fermato e in seguito rilasciato con un ammonimento.
Anche i giurati sono protetti da regole rigide. La loro identità non può essere resa pubblica e le deliberazioni restano segrete per sempre, così come le osservazioni che chiunque abbia seguito il processo possa aver fatto su di loro.
I milioni di seguaci di Brand
Durante la sua deposizione, Brand ha sostenuto che la notorietà un tempo «incredibilmente» ampia si sia ridotta dopo le inchieste pubblicate nel 2023 da Channel 4, Times e Sunday Times sulle accuse di abusi sessuali. La difesa ha collegato a quella vicenda anche il numero limitato di persone chiamate a testimoniare a suo favore, tre in totale, oppure due escludendo la moglie.
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Nel controinterrogatorio del 28 ottobre, il pubblico ministero Riel Karmy-Jones ha contestato l'idea che l'imputato fosse rimasto senza sostegno. Dopo avergli ricordato la presenza di milioni di seguaci sui suoi canali, ha ottenuto da Brand una risposta quasi sussurrata: «Sì». I suoi profili contano 2,2 milioni di persone su Rumble e 6,6 milioni di iscritti su YouTube.
Oggi Brand alterna preghiere e teorie del complotto nelle trasmissioni in diretta su Rumble, dove promuove anche un «supercaffè» con funghi adattogeni e altri prodotti. Ha sostenuto, senza prove, che i vaccini provochino l'aumento delle diagnosi di autismo e ha collegato le accuse a una presunta operazione psicologica dell'esercito britannico, chiamando in causa anche un parlamentare che aveva discusso della sua demonetizzazione sulle piattaforme social.
La presenza in aula
La Southwark Crown Court è apparsa come un luogo poco adatto alla spettacolarizzazione: avvocati in toga e parrucca, un microfono fissato con molto nastro adesivo e due interruzioni provocate da blackout. A uno studente di giurisprudenza infastidito per non aver trovato posto, il cancelliere ha ricordato: «Non siamo a teatro».
Brand ha seguito le udienze con una Bibbia piena di segnalibri. In un'occasione, fermo nel corridoio tra i giornalisti, ha detto: «Questo è un grande giorno». Per il resto è rimasto seduto al banco degli imputati, mentre la guardia del corpo dormiva nella zona riservata a familiari e amici, l'assistente guardava il telefono e il padre mangiava uno Snickers.
L'ex moglie Katy Perry ha dovuto comparire davanti al giudice, come gli altri testimoni, senza che la sua notorietà modificasse le regole dell'udienza. La moglie di Brand, Laura, ha invece mostrato reazioni molto evidenti mentre ascoltava le accuse, compresa una frase di incredulità rivolta apparentemente a chi stava parlando.
Il Brand comico e quello delle trasmissioni online non sono emersi durante la deposizione. L'assenza di telecamere e la possibilità di sanzionare ogni intervento esterno hanno lasciato il verdetto all'interno dell'aula, fuori dalla logica dei brevi video e dei commenti destinati ai suoi milioni di seguaci.
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