142notizie oggi Scopri i vantaggi
Lifestyle 4 min di lettura1 ora fa

Roth: «La democrazia mi inquieta più dell’intelligenza artificiale»

Il Nobel per l’Economia, ospite a Torino, affronta libertà individuale, maternità surrogata, fine vita, trapianti e ruolo delle macchine nelle decisioni collettive.

La vera incognita, per Alvin Roth, non è soltanto il futuro dell’intelligenza artificiale. Il premio Nobel per l’Economia guarda soprattutto alla solidità delle istituzioni democratiche e al modo in cui le società stabiliscono che cosa sia lecito, giusto o accessibile quando gli interessi entrano in conflitto.

Roth, che sarà ospite del Festival Internazionale dell’Economia di Torino dal 22 al 25 ottobre, ha dedicato gran parte della sua attività a un problema concreto: come distribuire risorse insufficienti, come i posti nelle scuole, gli impieghi o gli organi destinati ai trapianti. Nel 2012 ha ricevuto il Nobel insieme a Lloyd Shapley per gli studi sui meccanismi di assegnazione.

Offerta del giorno21 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 71 giorni
*********


La libertà si ferma davanti alla legge

Per Roth la libertà consiste, prima di tutto, nella possibilità di compiere le proprie scelte quando non producono danni agli altri. Ma proprio su questo confine nascono i cosiddetti mercati controversi, ambiti nei quali la società non concorda su ciò che dovrebbe essere autorizzato.

Un esempio è la maternità surrogata. In California, dove vive l’economista, non è mai stata vietata; in Italia, invece, la disciplina è molto più restrittiva e anche il ricorso all’estero può avere conseguenze penali. Secondo Roth, quando una norma contrasta con un bisogno considerato essenziale, come il desiderio di costruire una famiglia, alcune persone cercano comunque percorsi alternativi, anche trasferendo la propria residenza o affrontando costi elevati.

Anche il fine vita pone una questione analoga. Negli Stati Uniti l’assistenza medica alla morte è consentita soltanto in dodici Stati su cinquanta, mentre in altri luoghi i farmaci somministrati per alleviare la sofferenza possono comunque accorciare l’esistenza. «Se stessi morendo e dovessi soffrire a lungo, preferirei morire rapidamente», afferma Roth, sottolineando però la necessità di proteggere chi è fragile e di introdurre controlli rigorosi.


Quando una scelta diventa assegnazione

La scarsità obbliga a stabilire criteri di priorità. È il tema che attraversa il lavoro di Roth: non tutti possono ottenere il posto universitario desiderato, il lavoro meglio pagato o un organo compatibile. In questi casi, l’economia cerca sia di distribuire meglio ciò che esiste, sia di aumentare le opportunità disponibili.

Nel campo dei trapianti, l’esempio è lo scambio tra donatori. Una persona può essere disposta a donare un rene a un familiare, ma risultare incompatibile; un sistema di scambi consente allora di donare a un altro paziente, mentre un secondo donatore offre l’organo al familiare inizialmente escluso. In questo modo si ampliano le combinazioni possibili senza trasformare il denaro nel criterio decisivo.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Roth considera il principio dell’assegnazione molto più ampio della medicina. Anche la scuola e il lavoro dipendono dall’incontro tra persone e opportunità, così come una parte della vita privata. Raccontando il proprio matrimonio, durato cinquant’anni, osserva che trovare la persona giusta può incidere profondamente sul benessere individuale.

Non tutto, tuttavia, può essere trattato come una transazione. Un invito a cena in una casa privata, spiega, appartiene alla sfera dell’amicizia e non può essere saldato con un pagamento come accadrebbe al ristorante. Il gesto richiede una risposta dello stesso tipo, non una semplice equivalenza economica.


L’intelligenza artificiale non deve governare

Roth mantiene un atteggiamento prudente ma non catastrofico verso l’intelligenza artificiale. Le innovazioni del passato hanno spesso sconvolto il mercato del lavoro e, nel lungo periodo, migliorato la vita; le fasi di passaggio, però, hanno lasciato molte persone senza un’occupazione altrettanto valida.

L’economista cita la trasformazione dell’agricoltura statunitense: intorno al 1900 vi lavorava metà della popolazione americana, mentre oggi nelle aziende agricole è impiegato meno del 2 per cento degli abitanti. Un processo simile ha colpito gli operai delle acciaierie di Pittsburgh. Per questo il rischio principale legato all’intelligenza artificiale, secondo Roth, riguarda la gestione della transizione e il sostegno a chi perderà il proprio posto.

Il limite più importante riguarda però il potere decisionale. «Prendere decisioni è qualcosa che cerchiamo di fare attraverso la democrazia, non attraverso le macchine», sostiene. I computer possono aiutare a combinare pazienti e organi, ma i criteri devono essere scelti dagli esseri umani e discussi collettivamente.

La macchina, dunque, può organizzare risorse sulla base di obiettivi già stabiliti, ma non dovrebbe decidere quali obiettivi una comunità debba perseguire. È per questa ragione che Roth, pur definendosi ottimista, dice di essere oggi più preoccupato per la tenuta della democrazia che per l’evoluzione dell’intelligenza artificiale.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere