Ross scuote l’Italia: «Il futuro non si aspetta, si progetta
L’economista americano invita a superare il pessimismo e la politica dell’emergenza, puntando su investimenti, comunità e visione di lungo periodo.
L’Europa, secondo Alec Ross, deve smettere di limitarsi a dettare le regole e assumere un ruolo più incisivo. «L’arbitro non vince mai», ha osservato l’esperto, sostenendo che il continente dovrebbe costruire una propria strategia invece di restare ai margini della partita globale.
Ross ha collegato questa prospettiva alla possibilità di rilanciare un’idea autonoma di sviluppo italiano, fondata su artigianalità, comunità e qualità della vita. Il modello, ha spiegato, non dovrebbe consistere nella semplice replica di quello statunitense, ma valorizzare caratteristiche già presenti nel Paese.
La politica deve guardare lontano
Per affrontare le sfide future servono, nella sua analisi, decisioni capaci di superare la logica del consenso immediato. «Occorrono politici con il sangue freddo e la capacità di fare la cosa giusta», ha detto Ross, chiedendo amministratori disposti a programmare anche quando i risultati non producono un ritorno elettorale immediato.
L’autore di “Italian dream” ha indicato nei sindaci un esempio di questa capacità di progettare sul medio e lungo periodo. Da qui, a suo giudizio, può partire una nuova fiducia nel Paese: non soltanto dalle istituzioni nazionali, ma soprattutto dai territori e dalle esperienze locali.
Ross ha inoltre invitato gli italiani a cambiare atteggiamento verso la propria storia recente. A suo avviso, il Paese dovrebbe ridurre l’autocritica e abbandonare la rassegnazione, tornando a immaginare soluzioni nuove senza accettare come inevitabili la stagnazione o i limiti accumulati negli ultimi trent’anni.
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L’errore di inseguire l’emergenza
Nella sua lettura dell’Italia, Ross utilizza uno schema composto da quattro aree: ciò che è urgente e rilevante, ciò che è urgente ma secondario, ciò che conta senza richiedere una risposta immediata e ciò che non è né prioritario né pressante. Il problema, ha sostenuto, nasce quando l’attenzione pubblica si concentra quasi esclusivamente sulla seconda categoria.
Questa impostazione finisce per lasciare in secondo piano gli interventi strategici, come le infrastrutture e gli investimenti. Il risultato è una gestione orientata al breve periodo, descritta da Ross come una mentalità “trimestrale”, incapace di sostenere progetti destinati a produrre effetti nel tempo.
Il tema è stato affrontato durante la giornata conclusiva del Festival del cambiamento, promosso dalla Camera di commercio Venezia Giulia. Distinguish Professor all’Università di Bologna e autore del volume pubblicato da Feltrinelli, Ross ha lavorato anche con Barack Obama e oggi divide la sua vita tra Stati Uniti e Italia.
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