Roma oltre Colosseo e San Pietro: gli indirizzi da scoprire
Una selezione tra mostre, concerti, ristoranti, negozi e luoghi insoliti per guardare la capitale con occhi nuovi, anche dopo molte visite.
Roma non si esaurisce nei suoi monumenti più celebri. Anche chi ha già visto il Colosseo, San Pietro e le grandi basiliche può trovare angoli inattesi, grazie a quartieri con identità diverse, nuove aperture e indirizzi scelti da abitanti, nuovi romani e frequentatori appassionati della città.
La capitale resta un intreccio di epoche, ma continua a cambiare. Tra musei, parchi, gallerie, botteghe e tavole interessanti, ecco alcuni luoghi da inserire in un itinerario meno prevedibile.
Tavole romane tra mare e territorio
Nel ristorante Tramae, all’interno dell’hotel Palazzo Talìa, lo chef Marco Coppola porta in tavola una cucina legata alle sue origini sorrentine e al rapporto con il mare. Il pesce viene proposto in versioni diverse, dal crudo all’affumicato, mentre gran parte delle materie prime arriva da produttori della zona e da Solaria, azienda agricola biodinamica della famiglia Federici.
Coppola non rimane confinato in cucina: spesso si sposta tra i tavoli per parlare con gli ospiti. Tra i piatti spicca il raviolo di parmigiana accompagnato dalla salsa di vongole. Quando il clima lo consente, il servizio si sposta nel giardino; anche gli ambienti interni, con la direzione artistica di Luca Guadagnino, meritano attenzione.
A pochi passi da largo Argentina e dal Pantheon, La Ciambella è riuscita a mantenere per 10 anni un’impostazione indipendente. Francesca Ciucci guida la cucina, mentre Mirka Guberti segue la sala e la carta dei vini: insieme hanno costruito una proposta di impronta romana, arricchita da deviazioni personali.
Un esempio è la Cacio & Pepe come una volta, preparata con pasta corta e servita nel tovagliolo. La selezione enologica comprende numerosi produttori del Lazio e non solo, in un locale dove cucina e accoglienza costituiscono il punto di forza.
Garbatella sceglie la condivisione
Stecca nasce dall’incontro tra Flavio De Maio, cuoco e patron di Flavio al Velavevodetto, e Franco Franciosi, alla guida di Mammaròssa ad Avezzano. Il progetto ha preso forma dopo un percorso comune attraverso il Sud Italia, i suoi prodotti e le sue comunità.
Il nome richiama l’idea romana di dividere qualcosa in parti uguali. La cucina unisce tradizione romana e cultura abruzzese, con una parte del menù pensata per essere condivisa. A completare l’esperienza ci sono vini naturali e una scelta musicale curata, sostenuta da un impianto audio molto visibile.
Nel rione Regola, Nomos Ante occupa gli spazi di un hotel di lusso ricavato da un antico monastero francescano del XVIII secolo. Il progetto di HENRYTIMI punta su un’atmosfera essenziale, costruita con travertino, architetture severe e tuniche di lino color sabbia per il personale.
Lo chef Giulio Zoli lavora sulle radici italiane intrecciandole con suggestioni internazionali. Le salse hanno un ruolo centrale nei suoi piatti e non sono semplici elementi di accompagnamento; nello stesso complesso si trovano anche Nomos Bar.
Arte, libri e nuove piazze
Società delle Api, fondata da Silvia Fiorucci nel 2018, occupa un palazzo di via Gregoriana 40, vicino a Trinità dei Monti. È uno spazio indipendente che mette in relazione arte contemporanea, design e ricerca attraverso esposizioni, incontri, progetti artistici e pubblicazioni realizzate insieme a NERO.
La struttura accoglie il pubblico dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 18, ma esclusivamente su appuntamento. La sua vocazione è quella di una rete aperta, più che di una galleria tradizionale.
Palazzo delle Esposizioni resta una tappa utile anche quando si attraversa la zona diretti verso Monti. Il calendario alterna arte contemporanea e scienza e comprende, tra gli appuntamenti citati, una retrospettiva dedicata a Mario Schifano e le immagini del World Press Photo.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Al piano inferiore si trova una libreria particolarmente ricca, adatta anche a chi cerca un regalo o un oggetto legato alla cultura. È uno di quei luoghi in cui la visita può proseguire oltre la mostra principale.
A San Giovanni, in piazza Imola, SANTEDICOLA reinterpreta l’edicola di quartiere trasformandola in uno spazio per pubblicazioni, design e creatività. Il progetto ideato da Gaetano Orefice utilizza una struttura ottagonale priva del tradizionale bancone, convertita in una piccola galleria accessibile.
L’attività è pensata per durare tutto l’anno e per riattivare, in forma contemporanea, la funzione sociale dell’edicola. Mostre e iniziative rendono il luogo un punto di incontro per il quartiere.
Una pausa tra caffè e gelato
Nel quartiere Portuense, Formaessenza non propone il gelato secondo le forme abituali. Il laboratorio di Stefano Ferrara lavora su barattoli, stecchi, bon bon e geometrie diverse, con l’obiettivo di valorizzare il prodotto anche senza cono o coppetta.
Negli anni il progetto ha ricevuto vari riconoscimenti, compresi i tre coni del Gambero Rosso. Più che una semplice gelateria, è un luogo dedicato alla sperimentazione.
CasaMatti, in piazza Mazzini, ha l’atmosfera del bar di quartiere anche per chi arriva da lontano. Il caffè è uno dei motivi per fermarsi, insieme al biscotto al cioccolato e sale; il locale resta aperto dalla mattina fino a metà pomeriggio.
A pranzo la proposta è contenuta ma curata: tra gli esempi ci sono uovo marinato, labneh, crema di ceci con bietoline rosse e pescato locale. La carta comprende anche vini naturali e birre, mentre molti ingredienti provengono da fornitori fidati del territorio, tra cui Fattoria Faraoni. L’interno è piacevole, ma i tavolini all’aperto offrono una pausa particolarmente gradevole nelle giornate di sole.
Musica e rovine senza tempo
La domenica mattina il Quirinale ospita concerti di musica classica nella Cappella Paolina. Da ottobre fino alla primavera, gli appuntamenti cominciano alle 11.50 e vengono trasmessi in diretta da Rai Radio 3; il programma alterna solisti e quartetti.
I concerti durano poco più di un’ora, il biglietto costa 2,50 € e i posti sono limitati. I biglietti di ogni mese vengono messi in vendita alla fine del mese precedente, rendendo necessaria un po’ di organizzazione.
Anche dopo numerose visite, i Fori Imperiali possono riservare una prospettiva nuova. Il complesso di rovine compreso tra Campidoglio e Quirinale continua a imporsi nel paesaggio romano e a ricordare quanto la città sia costruita su epoche sovrapposte.
È uno dei luoghi da attraversare senza fretta, lasciando che siano le stratificazioni architettoniche a guidare lo sguardo. In una Roma sempre più ricca di nuove aperture, la storia resta così parte integrante della vita quotidiana.
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