Roma apre un nuovo varco gourmet: la sfida giapponese di Akira Back
Non è un locale riservato agli ospiti dell’albergo: Akira Back Rome nasce per attirare romani, viaggiatori e appassionati di cucina internazionale.
Non è un locale riservato agli ospiti dell’albergo: Akira Back Rome nasce per attirare romani, viaggiatori e appassionati di cucina internazionale. Il ristorante, ospitato dal The St. Regis Rome, porta nella capitale la visione di uno chef che oggi guida 29 ristoranti nel mondo e prepara altre 10 aperture nei prossimi mesi.
La sua cucina parte dalla tradizione nipponica, ma la trasforma attraverso radici coreane, tecniche maturate all’estero e una componente scenografica che coinvolge anche il servizio. Il risultato è un indirizzo appena arrivato in città e già destinato a ritagliarsi spazio tra le nuove mete gastronomiche romane.
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Roma entra nella mappa di Back
Il progetto sviluppato nel cuore dell’Esquilino si inserisce in un percorso internazionale che punta a rendere ogni apertura riconoscibile, pur mantenendo un legame con il luogo ospitante. Akira Back Rome è stato progettato da Blacksheep per House of Black, con l’obiettivo di far dialogare la memoria storica della capitale e l’identità immersiva del marchio.
«Aprire a Roma rappresenta una tappa importante per il nostro marchio», ha spiegato Akira Back durante l’inaugurazione, sottolineando come i suoi ristoranti vogliano trasformare il pasto in un’occasione da ricordare e condividere. Il nuovo ristorante affianca Lumen nell’offerta del The St. Regis Rome e si propone come destinazione autonoma, non come semplice servizio per la clientela dell’hotel.
Un menu tra rituale e sorpresa
La carta conta 65 piatti e alterna proposte ormai emblematiche dello chef a percorsi degustazione. Tra gli ingredienti di maggiore pregio compaiono tartufo nero, granchio reale dell’Alaska e manzo Wagyu, utilizzati in preparazioni che accostano sapori giapponesi, suggestioni coreane e influenze internazionali.
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La AB Tuna Pizza riprende l’aspetto della pizza, ma sostituisce l’impasto con una base croccante completata da tonno pinna blu, aioli umami, micro shiso e olio al tartufo bianco. Tra gli altri piatti figurano i Wagyu Tacos, il roll Brother From Another Mother con anguilla, tempura di anago, foie gras e aioli al ponzu, oltre a sushi, sashimi e roll della casa.
Per chi cerca un’esperienza meno prevedibile c’è NAZO 9, un itinerario composto da nove creazioni scelte dallo chef. Il percorso punta su combinazioni insolite e su una successione di assaggi costruita per sorprendere il commensale.
Sei sale, un privé e orari notturni
L’ambiente dispone di 72 posti distribuiti in sei sale differenti, con una sala privata Shiro Omakase da 12 sedute. Oro, blu avio e verde bosco definiscono gli interni, mentre la musica contribuisce a creare un’atmosfera raccolta e distante dai consueti ristoranti d’albergo.
L’apertura è prevista dal martedì al sabato, dalle 19 all’una di notte. Giuseppe De Martino, direttore generale del The St. Regis Rome, ha definito l’arrivo dello chef un’opportunità per ampliare l’offerta culinaria dell’hotel e per proporre a romani e visitatori cosmopoliti una nuova esperienza nel quartiere storico dell’Esquilino.
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