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Lifestyle 3 min di lettura12 min fa

Gabanelli, il premio rifiutato e la carriera che ha cambiato la tv

Dalle zone di guerra a Report, il percorso professionale di Milena Gabanelli e alcuni aspetti meno noti della sua vita lontano dalle telecamere.

«Vorrei cedere il premio che il Rettore della Università Iulm intende conferirmi ad una collega più giovane e molto meritevole». Con queste parole, nel 2008, Milena Gabanelli scelse di rinunciare al Premio per la Comunicazione del Premio Letterario Internazionale Mondello, Città di Palermo, indicando Sabrina Giannini come destinataria del riconoscimento.

Il gesto racconta uno dei tratti più distintivi della giornalista: una carriera costruita sull’inchiesta, ma anche una particolare attenzione verso il lavoro dei colleghi. Nel corso degli anni Gabanelli ha ricevuto diversi premi per la sua attività, soprattutto nel giornalismo investigativo.

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Una candidatura respinta nel 2013

Nel 2013 il suo nome comparve tra quelli valutati dal Movimento 5 Stelle per la Presidenza della Repubblica Italiana. La giornalista, tuttavia, non accettò di essere candidata, spiegando di non ritenersi adatta a ricoprire l’incarico di capo dello Stato.

Anche fuori dalla televisione Gabanelli continua a occuparsi di temi di stretta attualità. Attraverso le pagine social legate a Dataroom di Milena Gabanelli approfondisce dati, fatti e questioni controverse, mentre la rubrica realizzata per il Corriere della Sera le ha aperto anche uno spazio da editorialista per il TG LA7 di Enrico Mentana.


Dalla musica alle prime inchieste

Milena Jole Gabanelli è nata il 9 giugno 1954 a Nibbiano, in provincia di Piacenza, in Emilia-Romagna. Ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza a Desio, in Brianza, fino ai 19 anni; successivamente si è trasferita a Bologna, dove ha frequentato il DAMS e si è laureata con una tesi in Storia del cinema.

Prima di affermarsi nel giornalismo, da giovane suonava il basso in una formazione rock composta esclusivamente da ragazze: le Mumble Rumble. All’inizio degli anni Ottanta ha cominciato a lavorare per Rai come collaboratrice autonoma, realizzando trasmissioni dedicate all’attualità e all’inchiesta per la terza rete regionale.


Report e il metodo della reporter

La sua esperienza non si è limitata agli studi televisivi. Gabanelli è stata inviata in aree di guerra e ha firmato servizi dall’ex Jugoslavia, dalla Cambogia, dal Vietnam, dalla Somalia e dalla Cecenia, oltre che da altri scenari internazionali segnati dai conflitti.

Tra il 1994 e il 1996 ha partecipato su Rai 2 a Effetto Video8-Professione reporter, progetto sperimentale considerato il punto di partenza del successivo Report. Dal 1997, come autrice e conduttrice, ha guidato il programma di giornalismo investigativo su Rai 3, mantenendone il timone fino al 28 novembre 2016.

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Una formula televisiva riconoscibile

Gabanelli ha contribuito a diffondere in Italia un modo più diretto di raccontare le notizie. L’uso della videocamera portatile e delle interviste realizzate senza apparati televisivi ingombranti ha favorito lo sviluppo del video-giornalismo, un’impostazione che la giornalista ha poi illustrato anche nelle scuole di giornalismo.

Dopo una lunga permanenza in Rai, nel 2017 ha lasciato l’azienda a causa di divergenze legate al proprio ruolo professionale. In seguito ha iniziato a collaborare con il Corriere della Sera, dove ha curato Dataroom, attività proseguita anche attraverso i canali social, tra Instagram, Facebook e X.


Il matrimonio e la famiglia

Milena Gabanelli è sposata con Luigi Bottazzi, insegnante di musica in una scuola media. La coppia ha una figlia, Giulia, laureata in Giurisprudenza, che vive e lavora a Bruxelles.

In un’intervista del 2021 a Forbes, la giornalista ha raccontato: «Sono sposata con un professore di musica di scuola media da 41 anni, abbiamo una figlia che da anni vive e lavora a Bruxelles». Ha inoltre attribuito al marito un ruolo importante nell’equilibrio tra famiglia e professione, ricordando che non le ha mai impedito di partire anche per destinazioni lontane quando la figlia era ancora piccola.


Chi è Luigi Bottazzi

Su Luigi Bottazzi circolano poche informazioni. È stato docente di musica in una scuola media di Bologna, città in cui la coppia vive da molti anni, e oggi è in pensione.

La musica continua però a far parte della sua vita: Bottazzi suona la chitarra nella Stone Flower Orchestra, una band brasiliana. Questo dettaglio si collega alla passione musicale condivisa, almeno in forme diverse, dai due coniugi.

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