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Lifestyle 4 min di lettura12 ott

Radiofrequenza e cellulite: cosa può migliorare davvero e quali sono i limiti

La dottoressa Valentina Finotti chiarisce differenze tra dispositivi, benefici attesi, durata degli effetti e precauzioni delle tecniche più profonde.

Non esiste una sola radiofrequenza per il trattamento della cellulite: alcuni apparecchi puntano soprattutto a rendere la pelle più tonica, mentre altri raggiungono gli strati sottocutanei e possono essere impiegati anche nel rimodellamento del corpo. Per questo risultati, indicazioni e rischi cambiano in base alla tecnologia scelta, ai parametri utilizzati e alle caratteristiche dei tessuti.

La dottoressa Valentina Finotti, medico estetico e rigenerativo a Milano, invita inoltre a distinguere tra un miglioramento visivo della pelle e una reale modifica delle strutture che contribuiscono alla formazione della cellulite.

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Dispositivi diversi, obiettivi diversi

Alcuni sistemi a radiofrequenza sono progettati per rendere meno evidenti gli avvallamenti e aumentare la compattezza cutanea. Altri possono essere utilizzati, con impostazioni specifiche, per intervenire sul grasso localizzato e accompagnare il rimodellamento di determinate zone.

«La radiofrequenza viene oggi utilizzata con tecnologie differenti: alcune lavorano soprattutto sulla cute, altre arrivano più in profondità. La scelta dipende dal risultato che si vuole ottenere», spiega Finotti. Ridurre una circonferenza, aumentare il tono della pelle e attenuare l’aspetto della cellulite sono dunque traguardi distinti, che non possono essere attribuiti indistintamente a ogni apparecchiatura.


Cosa dicono le prove disponibili

Le autorità sanitarie statunitensi riconoscono che alcuni dispositivi possono produrre una diminuzione temporanea della visibilità della cellulite e un miglioramento della compattezza cutanea. Questo non equivale, però, a una cancellazione definitiva dell’inestetismo.

La ricerca presenta ancora diversi elementi di incertezza: gli studi disponibili spesso comprendono pochi partecipanti, mettono a confronto apparecchi differenti oppure valutano protocolli che combinano più tecnologie. Di conseguenza, non è sempre possibile stabilire quale parte del beneficio dipenda dalla sola radiofrequenza.


Quando può aiutare gambe e glutei

Il trattamento viene proposto soprattutto per cosce e glutei, aree in cui la cosiddetta pelle a buccia d’arancia tende a risultare più visibile. Il vantaggio può essere maggiore quando alle irregolarità si associa una ridotta tonicità della cute, perché il calore controllato favorisce un aspetto più uniforme e compatto.

La procedura esterna non richiede aghi e può rappresentare un’opzione per chi sopporta con difficoltà la carbossiterapia, che prevede invece l’introduzione sottocutanea di anidride carbonica tramite piccoli aghi. La percezione durante la seduta varia comunque secondo il macchinario e il livello di energia impiegato.


Il ruolo del calore nei tessuti

La radiofrequenza trasferisce energia elettromagnetica e genera un riscaldamento dosato. La profondità raggiunta dipende dal dispositivo e dalle impostazioni: l’azione può interessare la pelle e, in alcuni casi, anche i tessuti sottostanti.

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Secondo Finotti, l’effetto più rilevante riguarda la qualità dei tessuti. Il calore può favorire la contrazione delle fibre di collagene già presenti e stimolare i fibroblasti, cellule coinvolte nella produzione di collagene, elastina e altri elementi della matrice extracellulare. Nel tempo, questo processo può rendere la pelle più elastica, resistente e regolare.


Perché la cellulite non sparisce

La cellulite non dipende esclusivamente dalla quantità di grasso. Nella sua comparsa concorrono il tessuto adiposo sotto la pelle, i setti fibrosi che collegano la cute ai piani profondi e le condizioni della pelle stessa. La spinta verso l’esterno del tessuto adiposo e la trazione verso il basso esercitata dai setti possono creare le tipiche depressioni.

«Quando l’organizzazione dei tessuti è alterata, la radiofrequenza può contribuire a renderli più compatti ed elastici, ma le strutture fibrose non vengono necessariamente eliminate», chiarisce la specialista. Per questo il trattamento può attenuare alcune irregolarità senza risolvere alla radice ogni causa dell’inestetismo, soprattutto quando gli avvallamenti sono profondi.


Microaghi, profondità e sicurezza

La radiofrequenza con microaghi abbina l’erogazione dell’energia all’inserimento di piccoli aghi a una profondità prestabilita. Questa modalità consente di raggiungere piani diversi rispetto alla radiofrequenza esterna, ma non deve essere considerata automaticamente più efficace contro la cellulite.

Nell’ottobre 2025 la FDA ha diffuso un avviso riguardante alcune applicazioni di questa tecnica. Tra le possibili complicanze segnalate figurano ustioni, cicatrici, perdita di tessuto adiposo e lesioni nervose, anche gravi. La scelta di un trattamento più profondo richiede quindi una valutazione medica accurata, con un dispositivo e parametri adeguati al caso.


Risultati attesi e durata

Il risultato più realistico riguarda un miglioramento dell’aspetto della pelle: maggiore compattezza, una superficie più uniforme e una riduzione della visibilità di alcune fossette. L’entità dell’effetto dipende dalla gravità della cellulite, dalla tonicità cutanea, dal tipo di apparecchio e dalla profondità con cui si lavora.

Non tutti i dispositivi possono produrre gli stessi cambiamenti e il beneficio può essere temporaneo. Anche le immagini del prima e del dopo devono essere interpretate considerando queste differenze: l’eventuale miglioramento estetico non dimostra necessariamente una modifica permanente delle strutture responsabili della cellulite.

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