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Lifestyle 3 min di lettura2 ore fa

Quattro trionfi di fila: Benussi domina la Barcolana 2026

Arca Sgr si impone ancora una volta a Trieste in 1 ora, 5 minuti e 9 secondi, mentre la famiglia Benussi firma un risultato speciale anche con la giovane Marta.

La Barcolana 2026 si chiude nel segno della famiglia Benussi. Furio conquista per la quarta volta consecutiva la regata triestina, mentre la figlia Marta, 19 anni, porta Marta 07 al terzo posto tra i grandi protagonisti della flotta. Un risultato arrivato nell’edizione che ha segnato anche la cinquantesima partecipazione del timoniere.

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Benussi firma il quarto successo consecutivo

Arca Sgr, affidata al Fast and Furio Sailing Team, ha raggiunto per prima il traguardo in 1 ora, 5 minuti e 9 secondi. Il maxi-yacht di 100 piedi ha dovuto fare i conti con raffiche irregolari e con un guasto al sistema elettronico, che lo ha costretto a fermarsi per circa due minuti, ma nella parte decisiva della prova ha imposto un ritmo impossibile da seguire per gli avversari.

Alle sue spalle si è piazzata la Maxi 90 Prosecco DOC Shockwave³. Il terzo gradino del podio è andato invece a Marta Benussi, al timone di Marta 07, imbarcazione inserita nel progetto Fast and Furio Young, nato per avvicinare alla vela i ragazzi dai 15 anni in su. Nel gruppo di Arca Sgr hanno gareggiato anche Elisa, moglie di Furio, e Margherita, la figlia sedicenne alla sua prima regata.


Una ricorrenza dal valore speciale

Per Furio Benussi il successo ha avuto un significato ulteriore: questa era la sua cinquantesima Barcolana. Il timoniere ha raccontato di aver iniziato a navigare da solo a quattro anni e di essere cresciuto nella regata insieme ai genitori, tra barche costruite in famiglia e continue idee per migliorarle. «Il mare davanti alla Barcolana era il mio luna park, ora questo specchio d’acqua è diventato il mio ufficio», ha detto dopo la gara.

Il rapporto con Arca Sgr ha restituito nuova vita anche allo scafo con cui Benussi aveva già scritto una pagina storica nel 2005, quando scese per la prima volta sotto il limite dell’ora. Ritrovata nel 2018 a Minorca in condizioni di abbandono, la barca è stata recuperata e riportata ai vertici delle competizioni internazionali. Ugo Loeser, amministratore delegato di Arca Sgr, ha spiegato che il progetto si fonda su innovazione, talento, correttezza e costanza, annunciando l’intenzione di continuare a sostenere anche i giovani velisti.

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Trieste saluta una flotta da record

Alla partenza si sono presentate 1.858 imbarcazioni, in una città trasformata per giorni dalla presenza delle vele, dal pubblico e dalle iniziative lungo le Rive, i moli e le piazze. La prova è cominciata con il colpo di cannone e ha portato i concorrenti davanti al Castello di Miramare e al Faro della Vittoria, mentre le barche cercavano spazio tra incroci, cambi di rotta e condizioni di vento variabili.

Tra le presenze più attese c’era anche l’Amerigo Vespucci, il veliero della Marina Militare italiana, arrivato al Molo Bersaglieri al termine del suo giro del mondo. Gli alberi illuminati con i colori della bandiera italiana hanno accompagnato le serate triestine, fino alla conclusione della regata, celebrata con fuochi d’artificio e salve di cannone.

Tra i partecipanti si è distinto anche Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, direttore del Centro Ustioni e Chirurgia Plastica Ricostruttiva dell’ospedale Niguarda di Milano e responsabile del Dipartimento di Emergenza Urgenza. Alla sua prima Barcolana, dopo aver curato i ragazzi ustionati a Crans-Montana, ha chiuso al quinto posto con Manticore Edilimpianti. Per il medico, la vela rappresenta una pausa mentale dalla pressione del lavoro quotidiano: «Quando mi sento stanco facendo il medico penso che ci sarà un momento in cui sarò al timone». Con la fine della regata, anche il vento si è attenuato e Trieste ha iniziato a prepararsi alla prossima edizione.

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