Ranucci lascia Report: il video dell’addio e quella frase sulle “modalità mostruose
Il giornalista mostra sui social il trasloco dal suo storico studio e affida a una lunga didascalia tutto il peso della fine di un percorso durato vent’anni.
Il distacco da Report è diventato concreto per Sigfrido Ranucci, che ha condiviso su Instagram le immagini del suo studio ormai pronto per essere svuotato. Dopo l’annuncio della sospensione dalla Rai e le numerose reazioni suscitate, il giornalista ha raccontato con un video il momento in cui raccoglie gli oggetti accumulati durante la lunga esperienza nel programma.
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Lo studio che cambia volto
Nel filmato Ranucci entra nella stanza che lo ha ospitato per circa vent’anni. Sulla porta compare ancora il suo nome, mentre sulla scrivania sono rimasti alcuni ricordi legati al lavoro e alle persone incontrate nel corso delle quasi 500 puntate realizzate.
Tra gli oggetti mostrati c’è un portapenne in ceramica, dono dei ragazzi di Monreale. Il giornalista presenta anche una piccola tartaruga ricevuta da Maurizio Costanzo, alla quale attribuisce un significato particolare per la fortuna che, secondo lui, lo avrebbe accompagnato nel tempo.
Il commiato affidato ai social
Alle immagini del trasloco Ranucci ha affiancato una lunga riflessione. Il conduttore ha descritto la conclusione di una storia professionale durata due decenni e ha spiegato di avere raccolto i ricordi che lo hanno accompagnato in centinaia di puntate.
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«Avevo immaginato tanti scenari, ma mai avrei pensato a modalità così mostruose», ha scritto nella didascalia, lasciando emergere il dolore e la delusione per il modo in cui si è arrivati alla separazione dal programma.
Nessun rimpianto per le scelte
Nel suo messaggio, il giornalista ha chiarito di non rinnegare il percorso compiuto. Ranucci ha rivendicato le decisioni prese nel nome dei propri principi, anche quando sarebbe stato più semplice evitare rischi e difficoltà.
«Non rimpiango nulla di quello che ho fatto. Rifarei tutto», si legge ancora nel testo pubblicato su Instagram. Il video diventa così il saluto a uno studio e, insieme, la conferma della posizione con cui il giornalista guarda alla propria esperienza a Report.
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