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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Quando il futuro sfuma, i desideri possono cambiare forma

Un esercizio scritto aiuta a riconoscere ciò che si è perduto e a restituire spazio a nuovi desideri

Lasciare andare le aspettative deluse può aiutare a trasformare una crisi in un’occasione per ritrovare desideri e possibilità diverse.

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Riprendere ciò che si è affidato

Un desiderio non scompare necessariamente quando il futuro immaginato non si realizza. Può avere bisogno di tempo prima di trovare una direzione nuova, lontana dal progetto a cui era stato legato.

Per riconoscerlo, si può disegnare su un foglio il luogo dal quale ci si sente esclusi: una casa, una tavola apparecchiata, un ufficio o una finestra. Nel disegno si possono aggiungere le attese affidate a quello spazio, come la sicurezza, la gioia o la sensazione di essere amati.


Le promesse nascoste nelle immagini

Restare per qualche minuto davanti a quei tratti può far emergere emozioni diverse, compresa la rabbia. Il passaggio successivo consiste nel separare il desiderio dalla situazione a cui era stato consegnato, riconoscendo che può assumere altre forme.

Un gesto simbolico può aiutare: restituire al futuro immaginato ciò che gli era stato assegnato e riprendere con sé il desiderio rimasto dentro quella rappresentazione. In questo modo, l’attesa di una conferma esterna lascia spazio alla possibilità di cercare altrove ciò che si voleva ottenere.

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Anche ciò che non è accaduto

La prospettiva immaginale invita a osservare le immagini del futuro come presenze con cui abbiamo stretto una sorta di patto. A un amore possiamo aver affidato la promessa della felicità; a un lavoro, quella di dimostrare il nostro valore.

Quando la realtà non mantiene queste aspettative, la domanda da porsi non riguarda subito il modo per ricominciare. È più utile chiedersi quale compito fosse stato attribuito a quella persona, a quell’occupazione o a quella vita possibile.


Il lutto per una vita possibile

Una relazione terminata, un impiego sfumato o un progetto mai diventato concreto possono lasciare una ferita. A volte si soffre anche per eventi che non sono mai avvenuti: figli immaginati, conversazioni mai avute, anniversari preparati soltanto nella mente.

Anche queste perdite possono essere riconosciute e attraversate. Il dolore nasce, in parte, dal continuare a cercare l’ingresso in una vita che avrebbe dovuto esistere, pur sapendo che quella porta non conduce più al futuro desiderato.

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