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Lifestyle 2 min di lettura58 min fa

Pino Daniele, il film non molla: tre milioni e vetta confermata

Il racconto della vita dell’artista napoletano continua a richiamare pubblico, superando nuove uscite e grandi produzioni internazionali.

Il pubblico italiano continua a scegliere Pino Daniele. "Je so’ pazzo" ha incassato un altro milione di euro nel fine settimana, confermandosi il film più visto nelle sale per la seconda settimana consecutiva e portando il totale oltre quota 3 milioni. Un risultato arrivato anche grazie a un passaparola rapidissimo, nonostante una promozione meno imponente rispetto ad altri film biografici musicali.

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Il passaparola spinge gli incassi

Arrivato nei cinema il 15 ottobre, il film diretto da Nicola Prosatore aveva raccolto 1,5 milioni di euro nei primi giorni. Nel secondo fine settimana la flessione si è fermata al 33%, con una media di 2.047 euro per sala: numeri che hanno permesso alla pellicola di conservare il primo posto nella classifica italiana.

A rendere ancora più significativo il risultato è il confronto con le nuove proposte. "Clayface", produzione della galassia DC con atmosfere tra horror e thriller e interpretata da Rhys Harries, si è fermata poco sopra i 700.000 euro. Al terzo posto è arrivato il nuovo adattamento di "Ragione e sentimento", con Daisy Edgar-Jones, capace di incassare 690.000 euro.


Caiazzo cambia il volto del mito

Uno degli elementi che possono aver favorito l’accoglienza del film è la scelta di Massimiliano Caiazzo nel ruolo del cantautore. L’attore, nato nel 1996, è conosciuto soprattutto dal pubblico più giovane per "Mare fuori" e "Storia della mia famiglia", ma non porta con sé un’immagine già legata a un personaggio musicale famoso.

Questa distanza dall’artista reale potrebbe aver reso più immediata l’identificazione con il Pino Daniele raccontato sullo schermo. A differenza di interpreti già molto riconoscibili come Luca Marinelli nei film su Fabrizio De André, Serena Rossi nei progetti dedicati a Mia Martini o Leo Gassmann nei panni di Califano, Caiazzo lascia meno spazio al confronto con la propria notorietà.

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Dall’infanzia al concerto del 1981

La storia parte dai bassi di Napoli e dagli anni difficili dell’infanzia, per seguire le prime esibizioni nei locali insieme a Rosario Jermano. In seguito il racconto arriva all’esperienza con Napoli Centrale, formazione nella quale militavano anche James Senese e Toni Esposito.

Al centro c’è la costruzione di una voce musicale personale, nata dall’incontro tra blues, jazz e tradizione napoletana. Il film segue anche la relazione con Dorina Giangrande e la nascita dei figli Giovanna e Alessandro, senza separare il percorso privato da quello artistico.

La parabola narrata conduce infine al concerto del 1981 in Piazza del Plebiscito, davanti a circa 200mila persone. Quell’evento rappresentò uno dei momenti decisivi del rapporto tra Pino Daniele, Napoli e il suo pubblico, oltre a suggellare la consacrazione di un artista destinato a lasciare un’impronta duratura nella musica italiana.

La pellicola era stata presentata alla Festa del Cinema di Roma poco prima dell’arrivo nelle sale. Da allora, il risultato commerciale ha superato le aspettative iniziali e ha mantenuto il film in cima alla classifica anche davanti a titoli sostenuti da campagne promozionali più estese.

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