Pietracatella, spunta una pista inattesa: cosa vedremo su Rai 2
La puntata del 22 ottobre di Ore 14 Sera riaccende i riflettori sul caso Di Vita, tra verifiche nelle scuole, nuove piste investigative e dubbi sulla ricina.
La presenza di alcune piante di ricino nei pressi del luogo di lavoro di Laura Di Vita è uno degli elementi più recenti del caso di Pietracatella. La donna, cugina di Gianni Di Vita, è stata ascoltata sei volte dagli investigatori, ma non risulta indagata.
Il suo computer era già stato acquisito e sottoposto a copia forense. Gli accertamenti dovranno stabilire se dal dispositivo possano emergere informazioni utili alla ricostruzione dei fatti o eventuali ricerche collegate alla sostanza tossica.
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Le verifiche si allargano al Molise
L’inchiesta ha coinvolto anche tre istituti scolastici di Riccia e Campobasso. Gli investigatori stanno esaminando oltre cento computer e i sistemi informatici delle scuole per cercare eventuali consultazioni online sulla ricina o sui veleni effettuate prima delle due morti.
Parallelamente, l’attenzione si è concentrata sulla vita privata di Gianni Di Vita. L’uomo, ex sindaco di Pietracatella, avrebbe riconosciuto in questura di aver avuto una relazione extraconiugale con una donna sposata, dopo una serie di audizioni e un confronto con lei.
Il caso al centro della puntata
Il programma Ore 14 Sera, condotto da Salvo Sottile, torna sul delitto durante la puntata in onda il 22 ottobre su Rai 2 alle 21.20. Al centro dell’approfondimento ci sarà la vicenda di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, 15 anni, morte dopo un pranzo familiare consumato nel periodo natalizio a Pietracatella, in provincia di Campobasso.
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In quell’occasione erano presenti anche Gianni Di Vita e l’altra figlia, Alice. All’inizio l’ipotesi prevalente era quella di un’intossicazione alimentare; in seguito, il rinvenimento di tracce considerate compatibili con la ricina ha spinto la Procura di Larino a valutare la possibilità di un duplice omicidio premeditato.
Gli esami non sciolgono il mistero
Le analisi condotte dal Koch Institute di Berlino su reperti e alimenti raccolti nell’abitazione non avrebbero individuato ricina. Il risultato non permette, per ora, di chiarire come la sostanza possa essere entrata in contatto con Antonella e Sara.
Tra gli alimenti esaminati dagli inquirenti figurano anche le cozze consumate durante le feste, ma non sarebbero rimasti campioni da analizzare. Per questo motivo, l’indagine guarda anche ai rifiuti prodotti il 22, 23 e 24 dicembre, nel tentativo di capire dove siano finiti gli avanzi dei pasti.
Gianni Di Vita aveva riferito di occuparsi personalmente della spazzatura e di gettarla nel cassonetto più vicino. La ricostruzione degli spostamenti dei rifiuti potrebbe quindi aiutare a individuare eventuali materiali ancora utili per l’inchiesta.
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