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Lifestyle 3 min di lettura5 giorni fa

Phubbing in coppia: quando il telefono diventa un terzo incomodo

Quando due partner condividono gli stessi spazi, il problema non è solo quanto tempo passa online, ma il modo in cui quello schermo cambia la qualità dello scambio.

Monica Bormetti osserva che, oltre al phubbing, nelle relazioni pesa anche il controllo: dalla posizione condivisa in tempo reale alla lettura di chat e mail, sono aspetti che stanno entrando sempre più spesso nel dibattito di coppia.


Il confine tra controllo e distrazione

La psicologa richiama poi l’attenzione sulla privacy digitale, perché non tutte le coppie vivono allo stesso modo il rapporto con la rete. In molte situazioni, spiega, uno dei due vorrebbe pubblicare foto e momenti condivisi, mentre l’altro preferirebbe mantenere maggiore riservatezza. Secondo lei, oggi la gestione della propria presenza online si riflette anche nella sfera affettiva.

Per questo il tema non riguarda soltanto la distrazione davanti al telefono. Nelle relazioni sentimentali entrano in gioco abitudini, aspettative e perfino forme di sorveglianza che possono creare attriti, se non vengono affrontate con chiarezza.


Quando lo schermo prende il posto dell’ascolto

Più in alto nella lista dei comportamenti da tenere d’occhio c’è il phubbing, cioè il gesto di ignorare chi si ha davanti per concentrarsi sul telefono. Il termine unisce phone e snubbing e descrive una dinamica ormai comune, che interrompe il contatto faccia a faccia. Bormetti lo definisce una delle interruzioni più diffuse nelle interazioni quotidiane causate dallo smartphone.

I dati citati da uno studio del 2025 pubblicato su Human Behavior and Emerging Technologies aiutano a capire quanto sia radicato il fenomeno: i partecipanti consultavano il telefono per il 27% del tempo trascorso accanto al partner e l’86% lo usava ogni giorno in sua presenza. Numeri che raccontano quanto sia facile passare dalla semplice verifica di una notifica a una distrazione prolungata.


Perché succede davvero

Secondo l’esperta, nella maggior parte dei casi non c’entra la mancanza di interesse verso l’altra persona. Il punto, semmai, è la difficoltà di autoregolarsi, un problema che non riguarda solo i più giovani ma anche gli adulti. La tentazione di controllare un messaggio, leggere una mail o aprire una notifica diventa così un riflesso quasi automatico.

A spingere in questa direzione contribuisce anche la FOMO, la Fear Of Missing Out. Chi ne è condizionato teme di restare indietro rispetto a ciò che accade fuori dalla relazione: news, post, aggiornamenti continui. Il risultato è un controllo costante che può trasformare un’occhiata rapida allo schermo in una permanenza molto più lunga del previsto.

Bormetti ricorda inoltre che app e social sono costruiti per trattenere l’attenzione. Contenuti veloci, grafica studiata e stimoli emotivi forti rendono il telefono particolarmente attraente per il cervello, soprattutto per la sua componente più legata alle emozioni. È anche per questo che lo strappo dall’altra persona può avvenire senza quasi accorgersene.


Le conseguenze nella vita a due

Anche quando il partner sa che non c’è un rifiuto volontario, il messaggio che arriva è spesso diverso. Parlare con qualcuno che continua a guardare lo smartphone fa sentire trascurati e poco considerati, con un effetto che può pesare sul benessere della coppia. La sensazione di essere messi in secondo piano, sottolinea la psicologa, può diventare un fattore di malessere.

Il fatto che il fenomeno sia diffuso non ne riduce l’impatto. Al contrario, proprio perché è ormai normalizzato, rischia di entrare nelle abitudini quotidiane senza essere discusso, pur influenzando la qualità della comunicazione tra i due partner.


Regole semplici per fermarlo

Per limitare l’invadenza dello smartphone, la prima mossa indicata da Bormetti è fissare regole chiare. Si può decidere insieme di lasciare il telefono all’ingresso quando si rientra a casa oppure di non usarlo in certi momenti della giornata, per esempio dopo una certa ora la sera o subito al risveglio.

Accanto ai confini, servono anche piccoli accorgimenti pratici. Disattivare le notifiche, attivare la modalità non disturbare e, in alcuni casi, impostare lo schermo in scala di grigi può aiutare a ridurre la capacità di richiamo del dispositivo. Sono interventi semplici, ma utili a rendere il telefono meno seducente.

La strategia più importante, però, resta la cura dell’ascolto reciproco. L’esperta suggerisce di ritagliarsi ogni giorno almeno dieci minuti per raccontarsi la giornata senza altre distrazioni intorno. È un esercizio minimo, ma sufficiente per allenare di nuovo l’attenzione di qualità verso la persona con cui si condivide la vita.

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