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Parità, al Parlamento europeo il divario resta aperto

La Settimana europea dell’uguaglianza di genere esamina leadership femminile, rappresentanza politica e accesso ai vertici aziendali

La Settimana europea dell’uguaglianza di genere si apre oggi al Parlamento europeo con un’analisi della leadership femminile e dei divari ancora presenti.

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Le parole delle protagoniste

Antonella Sberna, vicepresidente dell’assemblea, indica nell’ampliamento delle opportunità per le nuove generazioni la responsabilità di chi ricopre oggi ruoli di rilievo: «Allargare il sentiero per chi arriverà dopo».

Roberta Metsola sostiene che ogni donna debba poter scegliere liberamente il proprio percorso: «Il posto di una donna è ovunque ella decida di essere». Lina Gálvez, presidente della commissione per i Diritti delle donne e l’uguaglianza di genere, osserva invece che il risultato non può esaurirsi nell’ascesa di una singola persona: la parità si misura dalla possibilità di accompagnare molte altre donne verso posizioni analoghe.

L’appuntamento vuole quindi verificare quanto le dichiarazioni sull’inclusione siano diventate cambiamenti concreti. Il programma è dedicato interamente alla presenza femminile nei luoghi decisionali e al rapporto tra generazioni diverse.


Numeri della rappresentanza

Nel Parlamento europeo le donne occupano il 38,7 per cento dei seggi, secondo i dati dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere. Il dato segue il voto del luglio 2024 e mostra un arretramento rispetto alla legislatura precedente, quando la quota aveva superato per la prima volta il 40 per cento.

Anche la storia dell’istituzione evidenzia una presenza femminile ancora limitata ai vertici. In 47 anni soltanto tre donne hanno presieduto l’aula: dopo Simone Veil, prima presidente nel 1979, arrivarono Nicole Fontaine e Roberta Metsola.

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Veil era stata ministra della Sanità in Francia nel 1974 e aveva ricevuto l’incarico di portare avanti la depenalizzazione dell’aborto. Il 17 luglio 1979, nel discorso d’insediamento alla guida dell’assemblea, aveva definito il Parlamento una forza capace di spingere avanti l’integrazione europea.


Il divario nelle imprese

La distanza aumenta salendo nella gerarchia delle grandi società quotate dell’Unione. Le donne rappresentano poco meno del 40 per cento degli amministratori non esecutivi e circa un terzo del totale dei componenti dei consigli.

Nei ruoli operativi e strategici la percentuale scende ancora. Le presidenti dei consigli di amministrazione e le amministratrici delegate restano poco sopra o poco sotto il 10 per cento, un dato che richiama la persistenza di ostacoli culturali oltre le misure sulle quote.


I temi dei prossimi giorni

Il calendario dei lavori affronterà anche la differenza tra pensioni maschili e femminili, la presenza delle donne nella magistratura e le conseguenze della disinformazione digitale. Saranno esaminate inoltre le nuove regole che riguardano i mezzi di informazione.

Antonella Sberna e Lina Gálvez parteciperanno all’apertura, mentre Roberta Metsola sarà protagonista di un colloquio dedicato alla sua esperienza istituzionale. Gli incontri analizzeranno il modo in cui gli ambienti professionali e sociali continuano a condizionare carriere, autonomia economica e autorevolezza pubblica delle donne.

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