12.000Lettori online ora
Lifestyle 4 min di lettura1 ora fa

Parigi, tra chiavi e perizomi: i momenti che hanno spiazzato la moda

Dai sospetti sull’addio di Anthony Vaccarello ai robot di Miu Miu, la capitale francese ha chiuso la stagione delle sfilate con debutti, archivi e provocazioni

La moda parigina continua a muoversi tra spettacolo, memoria e provocazione. Nell’edizione dedicata alla primavera-estate 2027, la capitale francese ha regalato passerelle difficili da riassumere in una sola tendenza: ci sono stati abiti capaci di cambiare tonalità, debutti inattesi, robot in movimento e una quantità notevole di perizomi.

Il finale della rassegna ha lasciato soprattutto due domande aperte: Anthony Vaccarello è davvero vicino all’uscita da Saint Laurent? E fino a dove può spingersi una sfilata quando decide di trasformare la moda in una scena teatrale? Tra grandi ritorni e immagini insolite, ecco gli episodi più significativi emersi a Parigi.


Le chiavi di Saint Laurent fanno discutere

Da settimane circolavano indiscrezioni su un possibile addio di Anthony Vaccarello a Saint Laurent, dopo dieci anni alla guida della maison. Nessuna conferma ufficiale è arrivata, ma lo spettacolo al Trocadéro ha alimentato ulteriormente i dubbi: la Tour Eiffel illuminata, il catwalk nero riflettente e tre imponenti lampadari dorati hanno dato alla serata un tono da conclusione solenne.

La collezione ha insistito quasi interamente su oro e nero, alternando tessuti laminati, broccati, pizzi, trench, gonne e giacche dalle spalle marcate. Dopo l’ultimo look, mentre Charlotte Gainsbourg cantava, Vaccarello ha raggiunto il figlio Luca in prima fila e gli ha consegnato una chiave di Saint Laurent. Il significato del gesto non è stato spiegato, ma la scelta del momento ha reso ancora più insistenti le voci sul futuro dello stilista.


Chanel riporta in scena la sua storia

Matthieu Blazy ha attinto direttamente agli archivi della maison, affidando a Dyanira Hurbuscher una borsa appartenuta a Gabrielle Chanel. Si tratta della 2.55 personale di Coco, un pezzo del 1955 utilizzato per aprire e chiudere la sfilata: non una nuova versione, dunque, ma l’accessorio originale.

Anche l’allestimento ha puntato sulle dimensioni spettacolari. Nel Grand Palais sono comparsi una luna enorme e grandi uccelli luminosi sospesi sopra il percorso delle modelle. Nicole Kidman ha partecipato alla colonna sonora leggendo Virginia Woolf, prima del finale accompagnato da Britney Spears. In prima fila erano presenti, tra gli altri, Dua Lipa, Pedro Pascal e Alexa Demie.

Tra le modelle ha sfilato anche Rachel Ojuromi, creativa nigeriana di 22 anni. Prima di arrivare sul podio di Chanel, aveva ricostruito per le strade di Lagos alcune passerelle della maison insieme alla stylist Debby Fasingha. I loro video sui social avevano attirato l’attenzione di Blazy, trasformando quelle imitazioni in un invito al Grand Palais.


Il corpo diventa il vero accessorio

La provocazione più esplicita è arrivata dalla collezione firmata da Haider Ackermann per Tom Ford. Alcuni modelli hanno sfilato senza pantaloni, indossando perizomi ridottissimi insieme a maglioni, giacche sartoriali e pochi altri elementi. La scelta riprende la tradizione sensuale della casa e guarda anche alla storica sfilata Gucci del 1997, quando Tom Ford aveva già portato in passerella capi simili.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Ackermann ha ricondotto questa direzione all’identità stessa del marchio: «La seduzione è il pilastro su cui questa casa è costruita». Accanto ai perizomi sono comparsi body molto audaci, gonne, completi dai colori vivaci e capi in pelle. La tendenza non è rimasta confinata all’abbigliamento femminile, ma ha coinvolto apertamente anche quello maschile.

A Miu Miu, invece, la sorpresa è stata Olivia Colman. L’attrice, già vincitrice di un Oscar, ha calcato per la prima volta una passerella insieme a Gigi Hadid, Emma Corrin, Louisa Jacobson ed Ella Bleu Travolta. A seguire il percorso delle modelle c’erano piccoli dispositivi robotizzati dotati di telecamere, capaci di muoversi autonomamente e di riprendere la sfilata da vicino.


Maternità e identità senza filtri

Matières Fécales ha trasformato Place de la République in un palcoscenico con 99 partecipanti e una presentazione divisa in tre atti. L’apertura è stata affidata a una donna incinta, seguita da una madre con un neonato e da alcuni familiari di Steven Raj Bhaskaran, cofondatore del marchio.

La maternità era soltanto il punto di partenza. La passerella ha accolto silhouette esasperate, tulle, corsetti e bambole dall’aspetto umano fissate sulla schiena delle modelle, come inquietanti zaini viventi. Lo spettacolo intendeva spostare l’attenzione dall’élite del sistema moda alla maggioranza normalmente esclusa, quella evocata dal titolo della collezione, «il 99%».

Il pubblico ha riempito la piazza e Rihanna era tra gli ospiti; secondo quanto riportato, la sua presenza avrebbe contribuito a far slittare l’inizio di 63 minuti. Il risultato è stato uno show costruito su famiglia, rappresentazione e accessori volutamente disturbanti, lontano dall’idea convenzionale di una semplice sfilata.

Tra gli altri episodi segnalati a Parigi figurano inoltre gli abiti capaci di modificare colore di Anrealage, il debutto di Apple Martin per Chloé, le stranezze di Schiaparelli legate a una storia lunga quasi un secolo e il mondo immaginario di Dries Van Noten. Anche la gravidanza, emersa in più momenti della rassegna, si è imposta come uno dei temi ricorrenti della stagione.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere