Parigi 2027, il dettaglio che cambia tutto: le scarpe da ricordare
Dai sandali quasi invisibili di Hermès ai tacchi preziosi di Saint Laurent, la moda parigina alterna leggerezza, decorazione e forme sorprendenti.
A Parigi la Primavera-Estate 2027 affida alle scarpe un compito preciso: raccontare la femminilità attraverso contrasti molto diversi. In passerella convivono sandali ridotti all’essenziale, tacchi scenografici, stivali dal gusto rétro e modelli arricchiti da cristalli, fiocchi, catene o lavorazioni artigianali.
Le calzature non si limitano a completare gli abiti. In alcuni casi ne seguono discretamente il movimento, in altri diventano il punto più vistoso dell’insieme, trasformando il passo in una dichiarazione di stile.
Il minimalismo cambia passo
Hermès sceglie la sottrazione. La collezione di Nadège Vanhée mette in relazione pelle e aria attraverso maglieria traforata, tessuti a rete, tagli e silhouette fluide; ai piedi, sandali in pelle dalla costruzione asciutta ribadiscono la stessa idea di lusso misurato. Accanto a questi modelli compaiono alcuni stivali alti, ma il registro dominante resta quello della discrezione.
Anche Victoria Beckham interpreta la leggerezza come libertà di movimento. Il riferimento alla danza degli anni Venti si traduce in abiti fluidi, pieghe, trasparenze e capi che sembrano accompagnare il corpo senza costringerlo. Le calzature seguono questa direzione con sandali sottili e una zeppa reinterpretata in un’ampia gamma di colori, capace di ribaltare l’idea tradizionale di questo tipo di tacco.
Lanvin lavora invece sul confronto tra caratteri opposti. I sabot più decisi convivono con ballerine morbide e quotidiane, inserite in una collezione che alterna sartoria, pizzo, maglieria e abiti fluidi. Il risultato riflette una donna libera di passare dalla ricercatezza alla praticità senza dover scegliere una sola identità.
Quando il quotidiano diventa gioiello
Da Loewe gli elementi familiari vengono trasformati in oggetti dall’aspetto quasi scultoreo. I sandali sottili ricevono decorazioni ispirate a ciondoli e bracciali preziosi, mentre le scarpe con cinturino posteriore e i tacchi bassi si allungano in forme geometriche, spesso completate da grandi fiocchi. Anche l’abbinamento tra calzino e sandalo entra nella proposta della maison.
Il risultato nasce dall’incontro tra abbigliamento sportivo americano e tradizione artigianale spagnola. Scarpe da barca, pelle, colori intensi e capi rilassati vengono così riletti in una chiave più sperimentale, senza perdere la loro riconoscibilità originaria.
Isabel Marant parte da Los Angeles negli anni Sessanta e dalle immagini di Sam Haskins per costruire una femminilità energica, adatta tanto alla città quanto alla costa. Tacchi e sandali rimangono essenziali nelle linee, ma si accendono con cristalli, perline, borchie e intrecci che aggiungono luce senza appesantire la silhouette.
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Da Elie Saab, invece, il riferimento è il glamour spontaneo di Jean Harlow. Chiffon, pizzo, trasparenze, raso e abiti aderenti lasciano il corpo al centro della scena; le scarpe rispondono con décolleté e sandali dal profilo pulito, impreziositi da dettagli gioiello, pois e fiocchi in pelle verniciata.
Archivi, nostalgia e forme inattese
Chloé guarda alla propria storia attraverso il pizzo traforato, i fiori tridimensionali e alcuni richiami al lavoro di Stella McCartney nel 1999 e di Karl Lagerfeld negli anni Ottanta. Le décolleté dai tacchi importanti convivono con sandali e stivali che allungano la gamba grazie a lacci, fasce morbide in materiale trasparente e dettagli dall’attitudine sportiva.
Acne Studios costruisce un contrasto ancora più evidente. Il primo jeans del marchio, datato 1996, dialoga con i nuovi romantici londinesi, il Rococò, le immagini d’epoca e un immaginario quasi piratesco. Ai piedi arrivano stivali alti dal gambale arricciato, scarpe in raso con tacco a goccia, texani e ballerine decorate con pizzo: modelli provenienti da epoche differenti, riuniti in un insieme volutamente irregolare.
La proposta di Dries Van Noten trasforma invece la passerella in una sequenza di immagini cinematografiche. Julian Klausner immagina una donna sospesa tra il fascino di una diva e la normalità della vita di tutti i giorni, come una star che lascia gli studi per andare a prendere i figli. Le décolleté coperte di cristalli multicolore e i sandali metallici portano questo gioco fino al marciapiede, dove il glamour assume una forma meno distante.
Il tacco diventa protagonista
Saint Laurent chiude il percorso con una collezione dal tono teatrale, costruita attorno al film “Ascensore per il patibolo”, alla musica di Miles Davis e a una passerella dominata dall’oro. Per Anthony Vaccarello, alla guida della maison da dieci anni, potrebbe trattarsi dell’ultima collezione: un’ipotesi che aggiunge al progetto un possibile carattere d’addio, senza trasformarlo in una resa.
Le calzature seguono la stessa atmosfera notturna e sensuale. Modelli effetto rettile, gioielli, catene dorate e scarpe con cinturino posteriore e punta metallica portano ai piedi una luminosità quasi teatrale, confermando il linguaggio più riconoscibile dello stilista.
Anche Stella McCartney lega le scarpe a un messaggio preciso. La collezione, dedicata alla crisi degli oceani e introdotta da David Attenborough, utilizza forme fluide, colori acquatici, motivi ispirati alle onde e materiali alternativi alla pelle. Le calzature accompagnano questo immaginario organico e leggero, inserendo anche ciò che si indossa ai piedi in una riflessione sulla moda più consapevole.
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