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Ostiamare, il sogno di De Rossi prende forma: «Una follia vincente

La docuserie Radici ripercorre il legame tra l’ex campione del mondo e il club di Ostia, dalla scelta di rilevarlo fino alla promozione in Serie C

La promozione in Serie C è soltanto il primo risultato concreto di un progetto nato da un legame personale. Daniele De Rossi ha scelto di investire nell’Ostiamare, la società dove aveva iniziato a giocare prima di approdare alla Roma, trasformando l’affetto per Ostia in una sfida sportiva e sociale.

Il percorso, insieme alle difficoltà iniziali e al lavoro quotidiano, è al centro di “Radici”, docuserie in sette puntate diretta da Nicola Ravera Rafele e presentata alla Festa del Cinema di Roma. A raccontarlo è David D’Antoni, allenatore protagonista della cavalcata che ha riportato il club tra i professionisti.

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D’Antoni: «Un progetto nato dal nulla»

D’Antoni ha spiegato di avere visto soltanto una sintesi della serie, ma di esserne rimasto profondamente coinvolto. Secondo il tecnico, il racconto restituisce la forza dell’idea coltivata da De Rossi quando ha deciso di acquistare una società vicina al fallimento: una scelta rischiosa, sostenuta però da una visione precisa.

La squadra, ha ricordato l’allenatore, è stata costruita partendo da basi fragili, con un gruppo da formare e strutture da organizzare. Il lavoro della scorsa stagione ha portato alla conquista della Serie C, mentre il progetto ha riacceso l’interesse del territorio e riportato numerosi sostenitori allo stadio.

Ostia occupa un posto centrale nella narrazione. D’Antoni non è nato sul litorale romano, ma sostiene di averne riconosciuto subito le potenzialità: «Ostia è il mare di Roma». Per De Rossi, invece, quel luogo rappresenta una parte essenziale della propria identità, maturata negli anni precedenti al passaggio nella formazione giallorossa e poi consolidata durante la carriera con Roma e Nazionale, culminata nel titolo mondiale del 2006.

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Il presidente resta vicino alla squadra

Nonostante il suo passato e il suo presente da allenatore di Serie A, De Rossi non entra nelle scelte tecniche dell’Ostiamare. D’Antoni ha raccontato che, fin dal primo confronto, il proprietario gli ha garantito piena autonomia, mettendosi tuttavia a disposizione per eventuali discussioni. La sua presenza, ha aggiunto, si estende dai più piccoli della scuola calcio alla prima squadra.

Il tecnico ha apprezzato anche il coinvolgimento di Alberto De Rossi, oggi presidente del club dopo una lunga esperienza nel settore giovanile della Roma. Padre e figlio, secondo D’Antoni, hanno scelto un approccio concreto: meno dichiarazioni e più lavoro, arrivando persino a occuparsi personalmente degli spogliatoi e delle necessità operative della società.

A gennaio 2025 De Rossi aveva presentato il nuovo impegno come l’inizio di una fase diversa per l’Ostiamare, indicando tra gli obiettivi una società stabile, trasparente e capace di riunire la comunità. La risposta del pubblico è arrivata già nella stagione della promozione e si è rafforzata all’esordio casalingo in Serie C, quando il tecnico ha visto lo stadio riempirsi di bandiere e tifosi.

D’Antoni sa che, prima o poi, il calcio potrebbe condurlo altrove. Ma considera l’esperienza all’Ostiamare già pienamente appagante e dice di voler conservare soprattutto i rapporti costruiti con la famiglia De Rossi e con tutte le persone coinvolte nel progetto. Per lui, il rispetto e il senso di appartenenza maturati a Ostia hanno un valore paragonabile a quello di una panchina nella massima serie.

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