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Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

Ora legale, il cambio divide l’Europa: date, effetti e cosa succede

Il 25 ottobre le lancette arretrano di un’ora, mentre resta aperto il confronto europeo sul futuro dell’alternanza tra ora solare e ora legale.

Negli Stati Uniti il ritorno all’ora solare arriverà domenica 1 novembre, nella notte di Halloween, mentre in gran parte del mondo l’orologio non viene mai modificato: il cambio stagionale interessa circa 70 Paesi, contro i 178 che non lo applicano. In Africa e Asia il sistema è quasi assente, così come in molte aree del Sud America.

La Russia ha invece rinunciato agli spostamenti delle lancette nel 2011, con una decisione estesa agli 11 fusi orari del Paese. Anche nelle zone vicine all’equatore l’alternanza offre vantaggi limitati, perché durante l’anno la durata delle ore di luce cambia poco.

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Un sistema nato per risparmiare energia

L’idea di sfruttare meglio la luce naturale viene fatta risalire a Benjamin Franklin, che nel 1784 la collegò alla possibilità di ridurre i consumi. Un’applicazione concreta arrivò però soltanto nel Novecento: William Willet la rilanciò nel 1907 e nel 1916 il Regno Unito introdusse per la prima volta l’ora estiva.

In Italia il sistema comparve nel 1920, tornò a essere utilizzato nel 1940 e venne adottato in modo stabile dal 1966. Secondo Terna, tra il 2004 e il 2025 l’ora legale ha consentito di contenere i consumi di oltre 12 miliardi di kilowattora, con un risparmio stimato in circa 2,3 miliardi di euro.

L’allungamento della luce pomeridiana può inoltre sostenere attività commerciali, turismo e frequentazione degli spazi pubblici. Nei sette mesi di applicazione il beneficio ambientale è stato quantificato in circa 160 mila tonnellate di anidride carbonica in meno. Altri studi, tuttavia, mettono in dubbio l’effettivo vantaggio economico e sottolineano soprattutto le ricadute sulle abitudini quotidiane.


Il corpo accusa il cambio

Il passaggio da un orario all’altro può provocare sonnolenza, irritabilità e una temporanea diminuzione del tono dell’umore. Si tratta generalmente di disturbi transitori: secondo lo specialista, «vengono smaltiti dal nostro organismo in pochi giorni».

Per rendere più semplice l’adattamento è utile preparare l’orologio prima di coricarsi e mantenere, per quanto possibile, regolari gli orari del sonno. La maggior parte dei dispositivi elettronici aggiorna automaticamente l’indicazione, ma è comunque opportuno controllare quelli che richiedono l’intervento manuale.

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Lancette indietro nella notte

Il ritorno all’ora solare avverrà nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre. Alle 3 le lancette dovranno essere riportate alle 2: si guadagnerà quindi un’ora di riposo, ma nei giorni successivi il buio arriverà prima alla sera e alba e tramonto saranno anticipati di 60 minuti.

La scelta dell’orario notturno riduce i disagi perché in quella fascia circolano meno autobus, treni e altri mezzi. Un’eventuale abolizione del doppio cambio dovrebbe comunque tenere conto dei trasporti internazionali: per esempio, le compagnie aeree dovrebbero aggiornare i propri programmi e una mancata uniformità tra gli Stati renderebbe più complessa la gestione dei voli.


L’Europa cerca una linea comune

Dal 1996 i Paesi dell’Unione Europea spostano le lancette nella stessa giornata, l’ultima domenica di marzo, seguendo l’orario previsto dal rispettivo fuso. Il ritorno all’ora solare avviene con lo stesso criterio in autunno. La Commissione Attività produttive ha esaminato i possibili effetti del superamento dell’alternanza, ma non è emersa una scelta condivisa sull’orario da mantenere in modo permanente.

Le conseguenze cambiano infatti in base alla latitudine e al settore coinvolto. Gli Stati meridionali traggono maggiore beneficio dalla luce serale aggiuntiva, mentre nelle aree settentrionali la differenza tra la durata delle giornate estive e invernali è già molto marcata.

L’eventuale decisione dovrà rimanere compatibile con le regole europee. Il materiale di riferimento indica il 29 marzo 2026 come data del successivo ritorno all’ora legale, ma riporta anche il 28 marzo 2027 come termine dell’ora solare: le due indicazioni non coincidono e andrebbero quindi verificate nel calendario definitivo.

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