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Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

Onde imperfette e volume: i 6 tagli boho dell’autunno

Dalle lunghezze ispirate a Cher ai caschetti mossi, la nuova stagione punta su forme morbide e texture autentiche, senza pieghe troppo costruite.

Le onde ampie e irregolari sono tra le interpretazioni più immediate dello stile boho. Il risultato ricorda una chioma asciugata all’aria, con ciocche che prendono direzioni diverse e un aspetto spontaneo, mai rigido. Sulle passerelle di Chloé questa texture ha accompagnato abiti fluidi e linee romantiche, mentre Zendaya ha più volte alternato lunghezze mosse e finiture differenti.

Il taglio può restare quasi pari oppure prevedere una scalatura discreta, in base alla quantità di capelli e alla loro distribuzione. Chi ha già una base ondulata può limitarsi a sostenerne la forma naturale; sui capelli lisci, invece, si può creare un movimento morbido. L’obiettivo non è ottenere onde identiche, ma conservare una certa varietà tra le ciocche.

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La forza delle lunghezze estreme

Anche una chioma molto lunga e poco elaborata può rientrare nell’estetica boho. La riga centrale, le punte perlopiù uniformi e una superficie liscia richiamano l’immagine resa celebre da Cher negli anni Settanta, quando i capelli neri e lunghissimi erano parte integrante della sua riconoscibilità.

Demi Moore ha continuato a dimostrare quanto una lunghezza importante possa bastare a definire l’immagine senza ricorrere ad acconciature complesse. In questo caso, la resa dipende soprattutto dalla brillantezza e dalla salute delle punte: la semplicità del taglio mette infatti in primo piano la qualità della chioma.


La libertà torna protagonista

Per l’autunno 2026 la tendenza guarda a una femminilità meno impostata. Il riferimento sono le immagini degli anni Settanta, ma la rilettura attuale non impone né una misura precisa né una texture obbligatoria: il tratto comune è lasciare che i capelli seguano il proprio comportamento naturale.

Frange leggere, livelli non troppo regolari e volume distribuito con attenzione sostituiscono le forme perfettamente controllate. Anche il caschetto può quindi diventare boho, così come una chioma riccia o una massa di capelli molto lunghi. La scelta va calibrata sulla densità, sulla struttura e sul modo in cui i capelli si asciugano.


Sei idee da portare in salone

Il butterfly cut resta una possibilità adatta a chi vuole mantenere le lunghezze, ma cerca una silhouette più dinamica. Le ciocche anteriori sono più corte e seguono il viso, mentre nella parte posteriore rimane una maggiore estensione; l’effetto complessivo è arioso e voluminoso. Sabrina Carpenter lo ha spesso abbinato a una frangia morbida, rendendolo facilmente riconoscibile.

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Un cambiamento meno impegnativo passa invece dalla frangia. La versione boho non forma una linea compatta: è più leggera, può aprirsi sulla fronte e allungarsi gradualmente verso i lati. Jane Birkin resta il riferimento storico, mentre Dakota Johnson, Daisy Edgar-Jones e Jennifer Lawrence hanno mostrato interpretazioni più recenti, capaci di incorniciare il volto senza appesantirlo.


Dal caschetto ai ricci pieni

Il caschetto mosso dimostra che l’ispirazione bohémien non richiede capelli oltre le spalle. Una lunghezza intorno al mento, con punte appena rivolte e onde non troppo precise, rende il bob più morbido rispetto alla versione geometrica. Il richiamo è ai caschetti degli anni Settanta, reinterpretati anche da Ayo Edebiri con un’attitudine meno ordinata.

Le ciocche possono seguire direzioni differenti e non devono risultare tutte uguali. Proprio questa irregolarità evita un effetto costruito e lascia spazio alla texture personale, soprattutto quando i capelli possiedono già una leggera ondulazione.

I ricci portano invece il volume all’interno della tendenza. Le chiome di Chaka Khan e Diana Ross sono il riferimento più evidente, ma oggi il principio viene adattato alla struttura individuale: il taglio deve sostenere la forma del riccio, non uniformarla.

Una scalatura ben distribuita può impedire che la massa si concentri soltanto sulle punte. Densità ed elasticità restano decisive per stabilire come apparirà il risultato una volta asciutto, perché ogni riccio può reagire in modo diverso e mantenere una propria definizione.

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