11.000Lettori online ora
Lifestyle 2 min di letturaieri

Neonata, Lena Dunham sceglie il passato: la svolta nell’armadio

L’attrice punta su capi già indossati per la figlia, tra risparmio, ricordi familiari e attenzione all’impatto ambientale.

Per i bambini piccoli, riutilizzare gli abiti può avere effetti concreti anche sull’ambiente. Nei primi 24 mesi cambiano dalle 6 alle 7 taglie e molti capi vengono abbandonati quando sono ancora in ottime condizioni: secondo Lena Dunham, prolungarne l’uso fa davvero la differenza.


Un risparmio che riduce gli sprechi

Nella sua newsletter Good Thing Going, l’attrice ha ricordato che ogni mese aggiuntivo di utilizzo contribuisce a contenere consumi e rifiuti. Una ricerca britannica di WRAP indica che mantenere un indumento in circolazione per altri 3 mesi può diminuire del 5-10% l’impronta di carbonio, l’impiego d’acqua e la quantità di scarti.

Dunham considera quindi l’acquisto di seconda mano una scelta pratica, oltre che responsabile. Per i neonati, che crescono rapidamente, vestiti già usati possono offrire un buon rapporto tra qualità, durata e prezzo, evitando acquisti destinati a diventare inutili in breve tempo.


Nell’armadio tornano i ricordi

La maternità ha modificato anche il modo in cui l’attrice guarda al tempo. Dopo la nascita della prima figlia, avuta con Luis Felber attraverso la gestazione per altri, Dunham ha raccontato di vivere le giornate con una percezione molto più frammentata e intensa.

Il legame con gli abiti ereditati, però, non nasce soltanto da considerazioni economiche o ambientali. «Se riusciamo a ripensare indietro nel tempo, ci ricorderemo che i vestiti ereditati sono parte integrante dell'intera filosofia dell'infanzia!», ha scritto, collegando quei capi alla memoria degli anni da bambina.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


La moda già indossata piace sempre di più

Prima ancora di diventare madre, Dunham aveva mostrato interesse per i capi d’archivio. In attesa della figlia, aveva cercato su piattaforme di rivendita abiti firmati per bambini, tra proposte di Sonia Rykiel, Dior e Jean Paul Gaultier.

La predilezione per ciò che è già stato indossato si inserisce in una tendenza più ampia. Anche sul tappeto rosso degli Academy Awards le celebrità hanno scelto sempre più spesso abiti d’epoca o fortemente ispirati a creazioni del passato, una moda che può riflettere tanto la prudenza quanto una minore originalità delle proposte contemporanee.


Capi usati, ma non meno preziosi

Dunham ha spiegato di apprezzare soprattutto tre aspetti dei vestiti già appartenuti ad altri bambini: l’estetica, il costo più contenuto e una qualità che spesso ritiene superiore. «Sono più carini, meno costosi e di solito di migliore qualità», ha osservato parlando della sua scelta.

A rendere questa abitudine ancora più significativa sono i ricordi personali. L’attrice ha raccontato dei sacchi di vestiti ricevuti dai cugini più grandi e dagli amici di famiglia, oltre alla sensazione piacevole di indossare jeans già resi morbidi dall’uso. Alcuni di quei capi, ha aggiunto, sono ancora conservati nel suo armadio.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere