Naza conquista il pubblico: il film su Gaza resta nelle sale e arriva online
Il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor ha superato i titoli più commerciali al debutto italiano e sarà diffuso gratuitamente anche sul web.
Dopo il passaggio in oltre 50 Paesi, Naza sarà disponibile senza costi su internet da novembre. The Guardian ha comunicato che pubblicherà il documentario sul proprio sito, con l’obiettivo di sostenere la circolazione del giornalismo indipendente.
Il quotidiano britannico sta inoltre valutando come distribuire l’opera nei territori palestinesi occupati. Parallelamente, il film è stato proposto gratuitamente a diverse sale e distributori israeliani, nella prospettiva di una programmazione vicina all’uscita internazionale.
Un film offerto anche in Israele
Yuval Abraham ha spiegato su X di aver contattato i cinema israeliani per mettere a disposizione gratuitamente il documentario. Secondo il regista, accettare la proiezione potrebbe rappresentare «una scelta coraggiosa di fronte agli intensi tentativi di censura».
La proposta arriva in un clima molto teso. Per il contenuto dell’opera, il governo israeliano ha definito Naza «vile» e ha accusato i due autori di essere «traditori in tempo di guerra», arrivando a ipotizzare la revoca della loro cittadinanza. Le contestazioni erano iniziate già dopo la prima proiezione alla Mostra del cinema di Venezia.
Un debutto oltre le attese
Il pubblico italiano ha però premiato il documentario con numeri superiori alle previsioni. Nella giornata di lunedì 28 settembre, Naza ha raccolto 451.872 euro e ha chiuso al primo posto nelle rilevazioni Cinetel, con una media di 1.153 euro per schermo; includendo le anteprime, il totale sale a 466.377 euro.
Al debutto, il film ha preceduto Avengers: Endgame Extra, fermo a 179.612 euro, e Tutto. Live a Tor Vergata di Ultimo, arrivato a 145.534 euro. Il risultato assume particolare rilievo perché si tratta di un documentario dedicato a una delle vicende più controverse e drammatiche dell’attualità.
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Dalle inchieste alla programmazione estesa
IWonder aveva programmato Naza in 515 sale come evento limitato alle giornate dal 28 al 30 settembre. L’affluenza registrata all’esordio ha modificato il piano iniziale: la permanenza nei cinema proseguirà oltre i tre giorni annunciati.
Il progetto nasce dal lavoro d’inchiesta di +972 Magazine e Local Call, svolto insieme a The Guardian, che figura anche tra i produttori. Tra i produttori esecutivi compare Jonathan Glazer, autore de La zona d’interesse. Abraham e Rachel Szor hanno raccolto, in forma anonima sui tetti di Tel Aviv, le testimonianze di 24 ex militari e appartenenti ai servizi di sicurezza israeliani, lavorando soprattutto durante la notte per tre anni.
I registi hanno presentato il film come un’indagine sui meccanismi che rendono possibile la disumanizzazione dei civili palestinesi, assumendosi la responsabilità legata al loro ruolo di giornalisti e cineasti israeliani. A Venezia hanno chiarito che l’obiettivo non era concentrarsi soltanto sulle condotte individuali, ma esaminare il funzionamento complessivo del sistema.
L’attesa per Naza era cresciuta dopo il Premio speciale della giuria assegnato alla 83esima Mostra del cinema di Venezia, dove la proiezione era stata seguita da un applauso durato 25 minuti. Alcune sale avevano già registrato il tutto esaurito prima dell’arrivo ufficiale del documentario, realizzato dagli autori di No Other Land, vincitore dell’Oscar nel 2025.
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