Morgana riparte: la nuova famiglia di Chiara Tagliaferri
Con Alessandro Giammei, la scrittrice riapre la casa di Morgana e dedica la nuova stagione alle sorelle scelte, alle figure ribelli e al valore della comunità
Per Chiara Tagliaferri la famiglia non coincide con il sangue, ma con le persone capaci di crescere, accogliere e riconoscere qualcun altro. È da questa idea di legame che riparte Morgana, il progetto nato con Michela Murgia e ora rinnovato insieme ad Alessandro Giammei, con una stagione dedicata alla sorellanza.
La nuova serie, realizzata ancora da Storie Libere, racconta donne difficili da addomesticare e da rinchiudere in definizioni rassicuranti. Sono figure considerate scomode, anomale o eretiche, ma anche esempi di libertà e di resistenza. Il filo comune è lo sguardo reciproco: quello con cui le sorelle si riconoscono, al di là del giudizio degli altri.
Morgana ritrova la sua casa
Dopo la morte di Michela Murgia, Tagliaferri ha portato a termine il lavoro che le due stavano scrivendo insieme. Per un periodo, però, ha pensato che quella sarebbe stata l'ultima esperienza legata al podcast: riascoltare le puntate era diventato troppo doloroso. La sigla conserva una breve traccia della voce di Murgia e, proprio per questo, ogni ascolto le suscita emozioni opposte.
La svolta è arrivata dopo la nascita di Lula e dopo la conclusione di Arkansas, il libro a cui si era dedicata in seguito. Solo allora si è riaperto uno spazio per Morgana, una sorta di rifugio condiviso da chi la ascoltava. I messaggi ricevuti nel tempo e il desiderio di tornare a raccontare nuove protagoniste hanno convinto Tagliaferri a riprendere il cammino.
«Mi sento ogni volta benissimo e malissimo insieme», ha raccontato parlando della voce di Murgia ancora presente nella sigla. La nuova stagione, ha spiegato, è nata quando la mancanza delle loro storie è diventata più forte del dolore legato al ritorno.
Un sorello accanto a Chiara
Alessandro Giammei entra nella nuova stagione come collaboratore e come parte di una relazione già profondamente radicata. Scrittore, saggista e accademico, è anche figlio d'anima di Murgia e condivide con Tagliaferri una ricerca sui linguaggi, sulle identità e sui modi in cui si costruiscono i rapporti.
Tagliaferri lo definisce “sorello” perché Morgana, nella sua visione, è da sempre un progetto fondato sulla sorellanza. Lavorare con lui, ridere durante le registrazioni e ritrovare una sintonia creativa le ha dato la sensazione di riavvicinarsi, almeno in parte, all'energia di Murgia. Per lei, Giammei possiede una lucidità, una rapidità mentale e una forza fuori dal comune.
Il primo capitolo della nuova stagione parte dalle streghe, considerate per secoli creature da emarginare e punire. Il riferimento alle Weird Sisters del Macbeth serve a riflettere sul potere delle parole: le profezie, secondo Tagliaferri, non introducono il male in Macbeth, ma fanno emergere qualcosa che era già dentro di lui.
Sorelle oltre il sangue
Tra gli episodi annunciati c'è quello dedicato a Carla Lonzi, Carla Accardi ed Elvira Banotti, unite da una scelta politica e intellettuale più che da un vincolo familiare. Le tre furono protagoniste di Rivolta Femminile, il manifesto che negli anni Settanta mise in discussione i rapporti di potere e le forme tradizionali della relazione tra i sessi.
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La stagione guarda anche alle sorelle Halliwell di Streghe, perché quella serie mostra come una famiglia possa trasformarsi nel tempo. Quando una componente viene a mancare, l'arrivo di Paige non cancella il legame precedente, ma lo modifica e lo amplia. Per Tagliaferri, la sorellanza non è una condizione immobile: è un esercizio continuo di riconoscimento e cambiamento.
Nello stesso percorso rientra Shannen Doherty, soprattutto attraverso il personaggio di Brenda in Beverly Hills. La sua figura portava nella serie problemi e contraddizioni che il mondo dorato degli altri personaggi tendeva a rimuovere. Quella ragazza definita difficile, aspra e fuori posto diventava così la rappresentazione di un'anomalia capace di trasformarsi in forza.
Lula cresce in una comunità
Il tema della famiglia scelta riguarda direttamente anche la vita privata della scrittrice. Tagliaferri è convinta che Lula abbia già intorno a sé molte sorelle e molti fratelli simbolici, grazie alle persone che partecipano alla sua crescita e alle storie che le vengono raccontate.
Giammei è presente nella vita della bambina fin dall'inizio. Durante il periodo trascorso in Arkansas, mentre la cullava, le suggerì persino la storia che avrebbe dovuto scrivere; secondo Tagliaferri, senza quel sostegno il libro non sarebbe nato nello stesso modo.
«Lula non sarà mai sola», ha detto, spiegando che la bambina è cresciuta dentro una comunità composta da donne e uomini capaci di esserle vicini. È questo, per lei, il significato più concreto della famiglia: non un dato biologico, ma una rete di persone che accoglie e riconosce.
Il confronto sulla cultura woke
Nell'intervista Tagliaferri affronta anche il dibattito estivo sulla cultura woke. A suo giudizio, quel movimento ha fornito a molte persone strumenti per leggere meglio gli stereotipi e per riconoscere realtà rimaste a lungo ai margini, come discriminazioni, violenza, razzismo e sopraffazione.
La riflessione si inserisce nello stesso ragionamento che attraversa la stagione di Morgana: le anomalie vengono spesso isolate e trasformate in bersagli, mentre la possibilità di nominare ciò che accade può diventare il primo passo per uscire dalla solitudine. Per questo le protagoniste raccontate nel podcast non sono modelli perfetti, ma figure capaci di aprire spazi di relazione e di libertà.
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