Montalcino in attesa di Damiano e Dove: la piazza si ferma al sì
Tra il centro storico e il Palazzo dei Priori, il matrimonio civile di Damiano David e Dove Cameron ha trasformato Montalcino in una scena a cielo aperto, con circa cinquanta invitati e un allestimento tutto bianco.
Per ore, a Montalcino, il matrimonio di Damiano David e Dove Cameron è rimasto più un rumore di fondo che un evento visibile. In piazza del Popolo la giornata è andata avanti quasi normale, ma con gli sguardi puntati verso il Palazzo dei Priori, dove nel pomeriggio i due si sono poi sposati.
Il centro storico ha continuato a vivere la sua routine fatta di bar aperti, turisti e botteghe in movimento, mentre la notizia correva tra tavolini e negozi. Solo più tardi la piazza si è riempita davvero, fino a diventare il punto da cui seguire l’arrivo degli sposi e l’uscita da marito e moglie.
Il paese che ha aspettato in piazza
La scena, in mattinata, è stata quella di una normalissima giornata di settembre toscana. Montalcino, però, aveva già ospitato l’aspettativa del matrimonio: qualcuno cercava informazioni, altri si fermavano a guardare il palazzo, altri ancora sapevano già che lì si sarebbe celebrato il rito civile.
Il contrasto era evidente anche nel contesto. Da un lato due volti notissimi a livello internazionale, lui romano e diventato celebre con i Måneskin prima della carriera solista, lei cresciuta tra Disney e musica; dall’altro una piazza che vive di Brunello, turismo e vendemmia. A settembre, infatti, per il paese la priorità resta il vino e tutto il resto sembra ruotargli intorno.
Proprio il legame con il territorio è riemerso anche nel regalo del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, che ha omaggiato gli sposi con una magnum di Brunello di Montalcino 2021. Un gesto simbolico, dentro un luogo che da secoli lega la propria identità al vino e al paesaggio della Val d’Orcia.
Il bianco domina il Palazzo dei Priori
A rendere evidente che l’evento stava per iniziare sono stati prima di tutto i dettagli dell’allestimento. Davanti al Palazzo dei Priori è arrivato un furgone con sedie, cesti, candele, tendaggi e una grande quantità di fiori bianchi, preparati per una cinquantina di invitati molto vicini agli sposi.
Ortensie, calle e gigli hanno costruito un impianto total white, con l’ingresso coperto da drappi e protetto da una tenda per schermare gli interni dagli sguardi. A coordinare tutto c’era Alessandra Grillo, nome molto noto nel mondo dei matrimoni di personaggi famosi.
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Il Palazzo dei Priori, con la torre e gli stemmi sulla facciata, è stato il cuore della cerimonia. Le sue origini risalgono tra XIII e XIV secolo e, dopo l’allestimento, è diventato il centro dell’attenzione di fotografi, cronisti e curiosi che si sono radunati dietro le transenne.
L’arrivo, il rito e l’uscita tra gli applausi
Quando l’auto degli sposi è comparsa, alle 18.49, la piazza era ormai piena. Damiano e Dove sono arrivati su una Lancia Flaminia GT Coupé carrozzata Touring Superleggera color crema, con il cantante alla guida e l’attrice accanto a lui.
I due sono scesi insieme, sorridenti e affiatati, senza sottrarsi agli sguardi della folla. Poco dopo sono entrati nel palazzo per un rito civile durato circa venti minuti, celebrato dal sindaco Silvio Franceschelli in italiano e con traduzione in inglese durante la lettura degli atti.
Accanto a loro c’erano i testimoni: Veronica Castclair per Dove e Jacopo David, fratello maggiore di Damiano, per lo sposo. All’uscita, alle 19.25, gli invitati li hanno accolti con il riso, poi sono arrivati abbracci, saluti e il bacio che ha chiuso l’attesa del pomeriggio.
Dopo quel momento, gli sposi sono saliti su un transfer grigio e hanno lasciato la piazza tra telefoni alzati e scatti continui. La festa, però, non era finita: i festeggiamenti erano programmati a Castiglion del Bosco, nella campagna della Val d’Orcia, per proseguire nella serata e nei giorni successivi.
A quel punto, a Montalcino, restavano soltanto i segni della giornata: i fotografi che controllavano le immagini, i curiosi che si disperdevano e il riso rimasto sulle pietre davanti al palazzo, ultima traccia di un sì capace di cambiare per qualche ora il ritmo del paese.
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