Moda, la mappa cambia ancora: chi guida le grandi maison nel 2026
Tra nomine recenti, addii inattesi e poltrone ancora vuote, ecco i direttori creativi dei principali marchi in vista delle sfilate Primavera-Estate 2027.
Sapere chi disegna oggi le collezioni delle grandi maison è diventato sempre più complicato. Le direzioni creative cambiano con rapidità, mentre alcune posizioni restano scoperte per mesi: un quadro in continua evoluzione alla vigilia delle prossime sfilate Primavera-Estate 2027.
La lunga permanenza di Karl Lagerfeld alla guida di un marchio per quasi quarant’anni appare ormai un’eccezione irripetibile. Anche diversi fondatori, da Ann Demeulemeester a Dries Van Noten e Tom Ford, insieme alle storiche famiglie italiane come Etro e Missoni, hanno progressivamente lasciato spazio ad altri talenti.
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Le poltrone ancora da assegnare
Ad Alaïa la direzione creativa è indicata come vacante dopo l’uscita di Pieter Mulier, rimasto al vertice fino a gennaio 2026. Laureato in architettura all’Institut supérieur d’Architecture di Bruxelles, Mulier aveva lavorato a lungo al fianco di Raf Simons e dal febbraio 2021 era stato il primo stilista a guidare la maison dopo la scomparsa del fondatore Azzedine Alaïa nel 2017.
Situazione analoga per Alexander McQueen, dove Séan McGirr ha concluso il proprio incarico nell’ottobre 2026, dopo tre anni e a poche settimane dalla presentazione dell’ultima collezione. L’irlandese, formato alla Central Saint Martins di Londra e con esperienze da Dries Van Noten, Uniqlo e Burberry, aveva raccolto nel 2023 l’eredità di Sarah Burton.
Anche Bally è alla ricerca di un nuovo responsabile creativo. Simone Bellotti ha lasciato il marchio nel marzo 2025, dopo averlo guidato dal 2022, per assumere la direzione di Jil Sander. Nel suo percorso figurano sedici anni da Gucci e collaborazioni con Dolce & Gabbana, Bottega Veneta e Gianfranco Ferré.
La direzione di Calvin Klein Collection è invece tornata disponibile dopo l’addio di Veronica Leoni, comunicato il 15 ottobre 2026. La stilista romana, classe 1984 e fondatrice di Quira, aveva assunto l’incarico nel 2024 e lo ha mantenuto per quattro stagioni.
Le nuove figure al comando
A Balenciaga il timone creativo è passato a Pierpaolo Piccioli nel maggio 2025. L’ex direttore creativo di Valentino ha sostituito Demna Gvasalia, rimasto alla guida della maison dal 2015 al marzo dello stesso anno. La nomina ha segnato uno dei passaggi più osservati del recente ricambio ai vertici del lusso.
Balmain ha affidato invece il proprio futuro ad Antonin Tron, nominato nel novembre 2025. Nato a Parigi nel 1984 e diplomato alla Royal Academy of Fine Arts di Anversa, Tron ha lavorato nei gruppi creativi di Louis Vuitton, Givenchy, Balenciaga e Saint Laurent, prima di fondare Atlein nel 2016.
La sua prima collezione per Balmain sarà quella Autunno-Inverno 2026/27 e verrà presentata a Parigi nel marzo successivo. Tron ha preso il posto di Olivier Rousteing, che aveva diretto la maison dal 2011 fino al novembre 2025.
Da Alberta Ferretti la scelta è caduta su Lorenzo Serafini, dopo il ritiro della fondatrice dalle passerelle e dalla direzione del marchio, annunciato nel settembre 2024. Serafini, nato a Riccione nel 1973, era già direttore creativo di Philosophy di Lorenzo Serafini dal 2014 e si era formato alla Naba di Milano, oltre ad aver lavorato per Blumarine, Roberto Cavalli e Dolce & Gabbana.
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Le direzioni ormai consolidate
Stefano Gallici guida Ann Demeulemeester dal 2023, dopo la partenza di Ludovic de Saint Sernin. Nato nel 1996 e laureato allo IUAV di Venezia, ha iniziato ad Anversa come assistente di Haider Ackermann. Il marchio appartiene alla storia degli Antwerp Six, il gruppo belga che comprende anche Dries Van Noten e Dirk Bikkembergs.
A Blumarine il direttore creativo è David Koma, stilista georgiano trasferitosi in Inghilterra nel 2003 per studiare alla Central Saint Martins di Londra, dopo la formazione in Belle Arti a San Pietroburgo. Prima di entrare nella maison, nel luglio 2024, aveva fondato il marchio che porta il suo nome.
Louise Trotter è alla guida di Bottega Veneta dal 12 dicembre 2024. La stilista inglese, classe 1969, ha raccolto il testimone da Matthieu Blazy, passato nello stesso giorno alla direzione artistica di Chanel, dopo aver diretto Carven e Lacoste.
Burberry continua invece a fare affidamento su Daniel Lee, responsabile creativo dal settembre 2022. Nato in Inghilterra nel 1986 e diplomato alla Central Saint Martins, Lee ha lavorato da Margiela, Balenciaga e Donna Karan. Prima di approdare a Burberry aveva diretto Bottega Veneta dal 2018 al 2021, imprimendo al marchio un’immagine contemporanea nel segmento del lusso.
Wes Gordon ricopre dal 2018 l’incarico di direttore creativo di Carolina Herrera, dopo un anno da consulente. Nato a Chicago nel 1988, ha studiato alla Lovett School di Atlanta e alla Central Saint Martins di Londra, iniziando poi la carriera negli uffici creativi di Oscar de La Renta e Tom Ford.
Celine e gli altri passaggi
Per Celine, la ricognizione indica Michael Rider come direttore creativo. Prima di lui, il ruolo era stato occupato da Hedi Slimane fino all’inizio di ottobre 2024. Nato in Francia nel 1968 e cresciuto a Parigi, Slimane aveva studiato giornalismo e Storia dell’Arte all’École des arts du Louvre.
Nel periodo alla guida della maison, Slimane era intervenuto anche sull’identità grafica del marchio, eliminando l’accento dal logo storicamente noto come Céline. Il materiale disponibile non aggiunge ulteriori dettagli sul percorso di Rider, ma il suo nome rientra tra quelli chiamati a orientare il nuovo corso della casa francese.
Il quadro comprende anche creativi rimasti stabilmente legati ai propri marchi. Michael Kors, Tory Burch, Ralph Lauren e Miu Miu sono citati tra le realtà ancora saldamente condotte dai rispettivi vertici, mentre l’elenco resta necessariamente provvisorio: nuovi annunci potrebbero modificare di nuovo la mappa prima ancora dell’inizio delle prossime settimane della moda.
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