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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Milano, il video dell’11enne sconvolge la scuola: cosa succede ora

Il più giovane tra i ragazzi identificati dopo gli scontri è rientrato a scuola, ma seguirà le lezioni fuori dalla classe con un percorso educativo rafforzato.

I compagni lo hanno visto nei filmati diffusi dopo gli scontri avvenuti nel centro di Milano, mentre si allontanava con oggetti sottratti ai negozi. La sua presenza nelle immagini ha provocato paura tra gli studenti e lasciato docenti e dirigente alle prese con una sensazione di profonda impotenza.

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Il ritorno a scuola resta separato

L’11enne frequenta una scuola media di un istituto comprensivo della Barona ed è il più giovane tra i ragazzi individuati per i fatti dello scorso fine settimana. Dopo la diffusione dei video, è comunque tornato nell’istituto, dove continuerà a seguire il percorso didattico predisposto per lui.

Per il momento, però, non resterà insieme ai compagni durante le lezioni. La scuola ha scelto di proseguire con un programma educativo più intenso, affidandolo ai suoi insegnanti di riferimento e mantenendolo al di fuori della classe: una soluzione ritenuta più adatta in questa fase.


Docenti travolti dal senso di impotenza

La dirigente ha raccontato di aver riconosciuto il ragazzo osservando le immagini circolate già domenica. «I suoi occhi, bellissimi, sono inconfondibili», ha detto, definendo quanto accaduto uno dei passaggi più dolorosi della sua carriera.

Il lunedì successivo, nell’istituto si sarebbe respirato un clima di forte scoraggiamento. Alcuni professori hanno pianto, anche perché negli anni la scuola aveva investito sul ragazzo non soltanto attraverso attività e progetti educativi, ma pure sul piano umano ed emotivo.

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Un percorso scolastico già complesso

Il giovane è arrivato dal Marocco quattro anni fa; non è chiaro se nel Paese d’origine avesse frequentato regolarmente la scuola. In Italia segue attività di alfabetizzazione e dispone di un progetto educativo individualizzato, mentre la difficoltà a rimanere in classe e una conoscenza ancora limitata della lingua italiana hanno reso il suo inserimento più delicato.

Prima degli episodi di Milano, secondo quanto riferito dall’istituto, non aveva dato segnali legati ad atti vandalici o a partecipazioni a risse. La scuola sottolinea di avere messo in campo ogni possibile forma di sostegno e assicura che continuerà a seguirlo anche dopo quanto accaduto.


Il rischio legato alla notorietà online

Gli insegnanti temono che il ragazzo non abbia compreso pienamente la portata delle proprie azioni e delle immagini che lo mostrano. La dirigente considera inoltre possibile che la visibilità ottenuta sui social possa danneggiarlo, soprattutto se non è in grado di interpretare ciò che sta accadendo.

«È un ragazzino bellissimo e dolcissimo, ma gioca in un altro campionato rispetto ai coetanei», ha spiegato la dirigente. L’obiettivo dichiarato dell’istituto è ora accompagnarlo con continuità, riducendo l’esposizione al gruppo classe e mantenendo attivo il sostegno educativo già costruito nel tempo.

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