Milano celebra la girella nordica: il segreto del dolce alla cannella
A Milano Arket Café rende omaggio alla specialità svedese, legata alla pausa caffè e a una tradizione che il 4 ottobre trova la sua giornata celebrativa.
A Milano il dolce svedese trova una vetrina speciale da Arket Café, dove viene proposto con un impasto sfogliato al burro e una cottura più lunga rispetto a quella di un comune panino dolce. Il risultato è una base appena caramellata, pensata per bilanciare morbidezza, profumo speziato e dolcezza.
Martin Berg, direttore culinario, individua la riuscita della ricetta in «Ingredienti di qualità, cura nella lavorazione e il giusto equilibrio tra dolcezza, dimensioni e burro». È questa combinazione ad aver contribuito alla diffusione della girella alla cannella anche fuori dalla Svezia.
Dalla pausa caffè alle caffetterie italiane
In patria il dolce è conosciuto come kanelbulle e accompagna da generazioni la fika, il momento in cui si beve qualcosa di caldo e si sta insieme. L’impasto lievitato viene profumato con cardamomo, farcito con burro, zucchero e cannella e completato con granella di zucchero.
Negli Stati Uniti la preparazione ha assunto un aspetto diverso: al posto della finitura granulosa si trova spesso una copertura abbondante a base di zucchero e crema di formaggio. La specialità è poi arrivata anche nel Regno Unito e, più recentemente, in alcune caffetterie italiane di fascia alta.
Una storia iniziata dopo la guerra
La forma moderna del dolce cominciò a prendere piede intorno al 1920, quando burro, farina, zucchero e spezie tornarono più facilmente disponibili dopo i razionamenti della Prima Guerra Mondiale. Le girelle venivano vendute nei locali, ma comparivano anche nelle cucine domestiche, modellate a corona oppure come pani bassi e allungati.
La preparazione casalinga simile a quella attuale si affermò soprattutto nei primi anni Cinquanta. Materie prime meno costose, condizioni economiche migliori e forni più efficienti resero questa specialità accessibile a un pubblico molto più ampio, trasformandola da prodotto riservato alle occasioni in presenza abituale sulle tavole svedesi.
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Cannella, caffè e socialità svedese
L’uso della cannella nei dolci svedesi è documentato già nel XVI secolo, quando la spezia veniva riservata soprattutto alle ricorrenze importanti. In occasione delle nozze del re Gustavo Vasa furono importate notevoli quantità di prodotti dolciari e aromi pregiati.
Il legame con il caffè si consolidò in seguito. La bevanda arrivò in Svezia dopo un lungo percorso attraverso il mondo arabo, la Persia, Costantinopoli e Venezia; Carlo XII la portò dalla Turchia. A Stoccolma i primi locali dedicati al caffè si diffusero all’inizio del XVIII secolo, mentre il lievito compresso, il grano più economico e le stufe in ghisa facilitarono la produzione di piccoli dolci da forno.
Il 4 ottobre è la giornata dedicata
Nel Novecento gli incontri attorno al caffè sostituirono progressivamente i grandi ricevimenti come occasione di socialità. Questi appuntamenti raggiunsero la massima popolarità negli anni Cinquanta e lasciarono poi spazio alla più informale fika, termine svedese che indica sia ciò che si consuma sia il modo di condividere quel momento.
La ricorrenza dedicata alla girella alla cannella cade il 4 ottobre e negli ultimi anni ha conquistato crescente attenzione anche tra gli appassionati italiani. La data celebra così un dolce nato dalla tradizione nordica, diventato nel tempo un simbolo della pausa quotidiana svedese.
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