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Lifestyle 3 min di lettura30 set

Mia Ceran, il mare come prova: «In acqua non sei nessuno

Dalla passione per il surf alla famiglia, la giornalista racconta il rapporto con Federico Ferrari, la maternità e il modo in cui ha imparato a guardare al futuro.

Per Mia Ceran il surf è diventato una parentesi in cui lasciare a riva identità, carriera e aspettative. In mare, spiega, resta soltanto la persona che affronta l’attesa, la fatica e l’onda: «I 30 secondi di gloria dopo ore di attesa, remate, fatica».

Lei e Federico Ferrari salgono su un aereo due o tre volte l’anno per raggiungere luoghi adatti a questa passione. La loro meta preferita è Fuerteventura, ma ora che Bruno e Lucio sono cresciuti stanno valutando viaggi più lunghi insieme ai figli.


Il surf le ha cambiato prospettiva

Ceran ha iniziato a praticare questo sport vicino ai 40 anni, senza alcuna certezza di riuscire. La novità, proprio perché impegnativa e lontana dal suo mondo abituale, l’ha conquistata: stare nella comunità dei surfisti le permette di sottrarsi per qualche tempo ai ruoli costruiti nella vita quotidiana.

Il valore di quell’esperienza, per lei, sta anche nell’anonimato. In acqua non contano la città da cui provieni né il nome che ti sei guadagnato lavorando; rimani solo con te stessa, in attesa del momento giusto per cavalcare l’onda.


L’amore arrivato senza programmi

La sua vita familiare è nata in una fase in cui non cercava un progetto sentimentale preciso. «La felicità è talmente fragile che non va neanche detta», afferma parlando del legame con Federico e dei due bambini, una cautela che riflette il modo prudente con cui guarda alle cose più preziose.

L’incontro avvenne a casa di Federico Russo, con cui la giornalista collaborava ai tempi di Quelli che il calcio. Russo l’aveva invitata a una serata con il vecchio gruppo di Mtv; tra gli ospiti c’era Federico Ferrari, che inizialmente l’aveva colpita soltanto sul piano fisico. Con il tempo, però, quella conoscenza è diventata per lei un equilibrio decisivo e uno stimolo importante.

Ceran si descrive come una monogama seriale, abituata a relazioni durature. Anche il rapporto con l’ex compagno Malcom Pagani, con cui ha condiviso molti anni, è rimasto privo di risentimento: oggi tra loro ci sono affetto e amicizia, perché le persone importanti possono continuare a occupare un posto nella vita in forme diverse.

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Con i figli servono confini

La maternità ha spostato le sue priorità e l’ha resa, a suo giudizio, la più rigorosa tra le amiche. Il modello viene dalla madre bosniaca, arrivata adolescente in Italia dopo aver visto la Cappella Sistina, mentre il padre era un turista tedesco dell’Adriatico: entrambi avevano trasformato l’Italia in un ideale.

Ceran precisa comunque di essere molto meno severa di quanto sua madre fosse con lei da bambina. Per Bruno e Lucio, che hanno 5 e 3 anni, ritiene però indispensabile fissare regole comprensibili: «Credo che un perimetro renda i bambini più sereni». Non pensa che ogni divieto debba essere motivato a un bambino piccolo e sostiene che, almeno in questa fase, siano gli adulti a stabilire orari, destinazioni e decisioni quotidiane.

Quella disciplina ha avuto conseguenze anche sul lavoro. La conduttrice considera la madre la persona più esigente che abbia mai avuto accanto e riconosce che quell’educazione ha contribuito ai suoi risultati; crescendo, tuttavia, ha smesso di vivere in funzione dell’approvazione dei genitori.


Una rete per tenere tutto insieme

Con due figli e un’attività professionale intensa, Ceran ammette di affidarsi alla capacità di stabilire le priorità quando gli impegni aumentano. Si paragona a una giocoliera e considera fondamentale il sostegno di Federico, della famiglia e dei nonni.

La presenza dei figli, secondo lei, non ha ridotto la lucidità professionale, ma l’ha accresciuta. La rete familiare le consente di affrontare il lavoro senza perdere di vista le responsabilità quotidiane, mentre la maternità le ha offerto una consapevolezza più netta di ciò che conta davvero.

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