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Lifestyle 3 min di lettura2 ore fa

Menopausa, Cinzia Polo: la terapia va valutata senza pregiudizi

La ginecologa richiama benefici, rischi e conseguenze del mancato trattamento, compresi i casi in cui può servire il testosterone.

La terapia ormonale in menopausa non dovrebbe essere esclusa senza una valutazione clinica completa. Cinzia Polo, ginecologa esperta della materia, sostiene che anche la scelta di non prescrivere gli ormoni comporti responsabilità e possibili conseguenze.

Secondo le stime citate dalla specialista, in Italia ricorre alla terapia ormonale sostitutiva circa il 5% delle donne in menopausa. Per il testosterone la quota scende sotto l’1%. Numeri che, secondo Polo, mostrano quanto sia ancora diffusa l’idea che i disturbi legati alla carenza ormonale debbano essere semplicemente sopportati.

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La valutazione deve essere individuale

La decisione terapeutica dovrebbe tenere conto dell’età, degli anni trascorsi dall’inizio della menopausa, della storia clinica e dei fattori di rischio. Vanno considerati anche eventuali motivi di esclusione, oltre alla molecola impiegata, al dosaggio e alla modalità di somministrazione.

«La vera questione non è prescrivere ormoni a tutte le donne. È smettere di negarli a priori», afferma Polo nel suo intervento. L’obiettivo, spiega la ginecologa, non è spingere ogni paziente verso una cura, ma consentirle di ricevere informazioni corrette e scegliere dopo un confronto trasparente tra vantaggi e rischi.

La terapia a base di estrogeni è indicata, quando non ci sono controindicazioni, soprattutto per ridurre vampate e altri disturbi vasomotori. Durante il trattamento può inoltre contribuire a limitare la perdita di massa ossea e il rischio di fratture. Nessuna cura è priva di rischi, ma i profili di sicurezza possono cambiare in base alle caratteristiche della paziente e al tipo di trattamento.


I disturbi della menopausa

La menopausa non riguarda soltanto la fine della fertilità. La diminuzione degli estrogeni può avere effetti su ossa, metabolismo, apparato urogenitale, sonno e benessere psicologico. Nella transizione possono cambiare anche il profilo cardiovascolare e quello metabolico; il rapporto con l’invecchiamento cerebrale e il declino cognitivo è ancora oggetto di studio. La terapia ormonale, precisa Polo, non può essere considerata una prevenzione della demenza.

Nella vita quotidiana possono comparire insonnia, sudorazioni notturne, difficoltà di concentrazione, ansia, variazioni dell’umore, dolore durante i rapporti, secchezza vaginale, infezioni urinarie ricorrenti e calo del desiderio. In alcune donne questi problemi proseguono per anni e incidono in modo rilevante sulla qualità della vita.

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Quando il quadro non viene riconosciuto, il trattamento può concentrarsi soltanto sui singoli sintomi, con antidepressivi, ansiolitici, farmaci per dormire o antidolorifici. Questi medicinali possono essere appropriati in determinate circostanze, ma secondo la ginecologa non dovrebbero sostituire automaticamente la ricerca della causa e la valutazione di un eventuale intervento ormonale.


Il possibile uso del testosterone

Il testosterone è presente anche nell’organismo femminile e non va considerato un ormone esclusivamente maschile. Nelle donne dopo la menopausa con un disturbo persistente del desiderio sessuale, dopo gli accertamenti necessari e l’esclusione di altri fattori, può rappresentare un’opzione terapeutica.

La prescrizione non è però indicata per ogni caso di stanchezza, perdita di energia o difficoltà cognitive. La terapia androgenica richiede dosaggi adeguati, controlli e un’attenta selezione delle pazienti.


Gli appuntamenti di novembre

Polo ha ideato con altri professionisti il Rovigo Longevity Summit, in programma il 29 novembre dalle 9 alle 18.30. L’appuntamento riunirà esperti di ginecologia, nutrizione, medicina della longevità, psicologia e attività fisica, con relazioni scientifiche al mattino, tavole rotonde nel pomeriggio e laboratori dedicati al movimento.

La ginecologa cura inoltre la responsabilità scientifica di FUTURA, convegno medico sulla menopausa e sulla longevità previsto il 28 novembre. «Oggi si parla moltissimo di longevità», ha osservato Polo, spiegando che il tema dovrebbe essere legato alla prevenzione, alla salute e alla qualità della vita, non soltanto alla promessa di vivere più a lungo.

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