1072notizie oggi Scopri i vantaggi
Lifestyle 3 min di letturaadesso

Melania Rea, la famiglia che ha cresciuto Vittoria: cosa sappiamo

Dalla cura della nipote al sostegno alla serie in arrivo, il profilo pubblico di Gennaro e Vittoria Rea dopo la tragedia del 2011.

La famiglia Rea ha sostenuto la realizzazione della serie dedicata a Melania, attesa su HBO Max il 6 novembre 2026 in quattro episodi. Dopo aver visionato il risultato e partecipato al progetto, i familiari hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto.

Offerta del giorno23 ottobre

LOOKFANTASTIC

-22% da LOOKFANTASTIC IT

Scade domani
******


Il racconto arriva sullo schermo

La produzione è diretta da Stefano Mordini, con Maria Esposito nei panni di Melania Rea e Daniele Rienzo in quelli di Salvatore Parolisi. L’obiettivo condiviso da familiari, regista, interpreti e produzione è trasformare la vicenda in un’occasione di riflessione sulla violenza di genere.

Nel corso degli anni Gennaro e Vittoria Rea hanno affidato il proprio racconto anche ai mezzi d’informazione. Sono intervenuti su La Stampa, Corriere della Sera e altre testate, soprattutto in prossimità degli anniversari della morte della figlia.


Una famiglia ancora in prima linea

Nel 2023, durante la partecipazione a Delitti in famiglia su Rai 2, i genitori di Melania hanno ripercorso in maniera più ampia le giornate della scomparsa, il ritrovamento del corpo e le conseguenze della tragedia per i loro familiari.

Gennaro ha preso posizione anche in occasione di altri femminicidi e delle apparizioni pubbliche di Parolisi, comprese quelle legate ai permessi premio. In queste circostanze ha chiesto maggiore protezione per le vittime e per i parenti che restano coinvolti nelle conseguenze dei delitti.


Da Somma Vesuviana alla cura della nipote

Gennaro e Vittoria Rea provengono da Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, la località d’origine di Melania. Prima del 2011 le informazioni pubbliche sulla loro vita privata e sulle rispettive attività professionali erano molto limitate, perché conducevano un’esistenza lontana dai riflettori.

La notorietà è arrivata dopo l’uccisione della figlia, vittima di femminicidio il 18 aprile 2011. Da quel momento i due coniugi hanno concentrato molte delle proprie energie sulla nipote Vittoria, che all’epoca aveva circa 17 mesi e che è stata allevata a Somma Vesuviana insieme allo zio Michele Rea, fratello di Melania.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


La bambina e la decisione del tribunale

Dopo la morte della madre, il Tribunale per i minorenni di Napoli affidò provvisoriamente la bambina ai nonni materni. In una parte della procedura Gennaro ricoprì anche l’incarico di protutore; l’accoglienza presso i nonni e lo zio proseguì poi in modo stabile, con valutazioni positive.

Nel 2017 Salvatore Parolisi venne dichiarato decaduto dalla responsabilità genitoriale. Da allora, secondo le informazioni riportate, tra l’uomo e la figlia non ci sono stati più incontri, telefonate o lettere. Nel 2020 Vittoria ha ottenuto il passaggio del cognome da Parolisi a Rea e ha continuato a vivere con i nonni.


Il rifiuto di Parolisi resta totale

La famiglia Rea ha mantenuto una posizione di forte opposizione nei confronti di Parolisi, che ha sempre respinto le accuse e dichiarato la propria innocenza. Gennaro e Vittoria gli rimproverano di non avere chiesto perdono né mostrato interesse per la figlia e hanno escluso la possibilità di un riavvicinamento.

I genitori di Melania hanno inoltre contestato l’assenza dell’aggravante della crudeltà, ritenendo che questa scelta abbia inciso sulla severità della pena e sui possibili benefici penitenziari. Hanno manifestato disappunto anche per la prospettiva che sconti, permessi e buona condotta possano favorire una liberazione intorno al 2027.


La battaglia oltre il processo

La loro protesta riguarda anche il tema della certezza della pena e il ripetersi dei femminicidi. La famiglia ha intenzione di far valere le somme riconosciute a titolo di risarcimento: circa 1 milione di euro destinato a Vittoria e una cifra analoga assegnata ai familiari di Melania, quando Parolisi tornerà libero.

Con la famiglia Parolisi i rapporti si sono interrotti completamente, soprattutto dopo il periodo del lockdown. Nel frattempo, Gennaro, Vittoria e Michele hanno accompagnato la crescita della ragazza con l’aiuto di psicologi e assistenti sociali, affrontando con gradualità il tema dell’uccisione della madre.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere