McConaughey e il libro delle stroncature: la lezione imparata nel deserto
L’attore ha riletto vent’anni di giudizi negativi sui suoi film per distinguere gli attacchi personali dalle osservazioni utili a migliorare.
Per Matthew McConaughey, non tutte le critiche hanno lo stesso peso. Alcune nascono da un’antipatia personale e restano impermeabili a qualsiasi valutazione del lavoro; altre, invece, possono diventare uno strumento prezioso per capire i propri limiti.
«Alcuni scriveranno male di te e ti augureranno il peggio a prescindere da tutto, semplicemente perché non ti sopportano e non gradiscono il tuo successo. Altri, invece, sono critici costruttivi che evidenzieranno i tuoi errori, e potrai imparare da essi», ha spiegato l’attore.
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Il successo cambia il modo di essere giudicati
Nel corso della conversazione, McConaughey ha collegato questa consapevolezza al passaggio dalla vita lontana dai riflettori alla notorietà hollywoodiana. Prima di diventare famoso, ha raccontato, il riconoscimento degli altri dipendeva soprattutto dalla qualità del suo lavoro; con la celebrità sono arrivati anche complimenti molto più numerosi e spesso meno legati a ciò che faceva davvero.
«Prima di diventare una “celebrità”, tutto ciò che avevo fatto nella vita, tutto ciò su cui venivo giudicato, per cui ricevevo un abbraccio o una critica, veniva misurato in base a come svolgevo il mio lavoro. Poi Hollywood, un weekend di successo e all’improvviso tante persone mi dicevano “ti amo, ti amo, ti amo” e arrivava lo champagne», ha ricordato nel podcast Build or Break di Daniel Lubetzky.
Quell’ambiente, secondo l’attore, può rendere difficile separare l’autenticità dalla ricerca di approvazione. Il ritiro nel deserto gli è servito proprio a rimettere in ordine questa distinzione e a concentrarsi sulle reazioni che hanno un contenuto concreto.
La scelta estrema contro le stroncature
Il rapporto con i giudizi negativi resta comunque delicato. McConaughey ha ammesso di provare a non leggerli e, con ironia, di convincersi che chi li scrive sia meno intelligente di lui, così da proteggere la propria autostima e non lasciare che le opinioni esterne condizionino il suo lavoro.
Una volta, tuttavia, ha deciso di affrontare il problema senza filtri: ha raccolto in un volume le recensioni sfavorevoli ricevute nell’arco di 20 anni e ha portato il libro con sé nel deserto. Lì ha trascorso due giorni a esaminare quelle pagine, all’interno di una permanenza complessiva di una settimana.
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«Mi sono seduto, e non ho fatto altro, ho passato due giorni a leggerle. È stato difficile», ha raccontato parlando di quell’esperienza.
Cosa ha trovato nelle recensioni
Quella lettura prolungata gli ha permesso di individuare due atteggiamenti molto diversi. In alcuni casi, già dall’inizio del testo emergeva un pregiudizio: il recensore sembrava aver deciso in anticipo di giudicarlo negativamente, indipendentemente dalla visione del film.
Altri interventi, invece, gli sono sembrati più onesti e articolati. McConaughey ha riconosciuto il valore di chi apprezza il suo percorso ma sa anche indicare ciò che, in una prova, non ha funzionato o non ha comunicato l’intenzione dell’interprete.
L’attore ha debuttato al cinema nel 1993 con Dazed and Confused. Nel suo percorso figurano, tra gli altri, Contact, Come farsi lasciare in 10 giorni, The Lincoln Lawyer e Interstellar; oggi è inoltre impegnato nel successo della serie Brothers.
Dalle commedie alla nuova consapevolezza
La popolarità è arrivata rapidamente soprattutto grazie alle commedie romantiche, un filone dal quale McConaughey ha poi cercato di prendere le distanze. La fama gli ha portato una quantità di attenzione molto superiore a quella sperimentata in precedenza, rendendo ancora più difficile capire quali reazioni fossero sincere.
Rileggere quei giudizi lontano dall’ambiente dello spettacolo gli ha quindi offerto un criterio pratico: non ignorare ogni critica, ma selezionare quelle capaci di entrare nel merito. Per McConaughey, la differenza sta tra chi attacca a prescindere e chi osserva il lavoro con sufficiente attenzione da indicare anche una possibile strada per migliorare.
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