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Lifestyle 2 min di lettura2 ore fa

Maternità, l’Inps prepara la pratica da solo: il test che può cambiare tutto

A Bologna è partita una prova per avviare il congedo usando il certificato di gravidanza, ma l’estensione del sistema al resto d’Italia non ha ancora una data.

Per le lavoratrici coinvolte nella fase pilota, il certificato medico di gravidanza potrebbe diventare sufficiente per far partire il congedo di maternità. L’Inps sta infatti verificando a Bologna, insieme ad alcune imprese dell’Emilia-Romagna, un meccanismo che punta a eliminare la richiesta separata oggi necessaria.

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La domanda non sparisce ancora

Attualmente l’accesso al congedo richiede due operazioni distinte. Il medico invia per via telematica all’Inps le informazioni sulla gravidanza, mentre la lavoratrice deve inoltrare una specifica domanda per ottenere la prestazione.

La trasmissione del certificato, dunque, non produce automaticamente l’attivazione del congedo. Il progetto sperimentale nasce proprio per collegare questi due momenti e ridurre gli adempimenti richiesti alla futura madre.


L’Istituto userà i dati già disponibili

Dopo aver ricevuto il certificato, l’Inps potrebbe recuperare dai propri archivi gli elementi necessari alla predisposizione della pratica. Tra le informazioni utilizzabili ci sono anche quelle relative a retribuzioni e contributi, comunicate periodicamente dai datori di lavoro.

L’obiettivo è evitare che la lavoratrice debba reinserire dati già in possesso dell’amministrazione. Se il modello sarà confermato, anche le aziende potranno ridurre alcune attività ripetitive nei rapporti con l’ente previdenziale.

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Restano intatte durata e tutele

La novità riguarda esclusivamente il percorso amministrativo e non cambia il contenuto del diritto. Il congedo obbligatorio continua a durare cinque mesi e restano valide le regole previste per le gravidanze a rischio.

Non vengono modificati neppure i requisiti di accesso, le indennità o le protezioni previste quando le mansioni risultano incompatibili con la gravidanza. La sperimentazione serve quindi a semplificare la procedura, non a riscrivere le norme sulla maternità.


Estensione nazionale ancora incerta

La prima verifica coinvolge le strutture territoriali dell’Inps di Bologna e un gruppo di aziende dell’Emilia-Romagna. In questa fase si dovrà capire se l’integrazione tra le banche dati consente di generare correttamente le pratiche e di gestire eventuali controlli o informazioni mancanti.

Il presidente dell’Inps ha manifestato l’intenzione di portare il sistema su scala nazionale, ma non è stata fissata una scadenza ufficiale. Al di fuori del progetto pilota, quindi, la procedura non cambia: il certificato deve essere inviato dal medico e la domanda va presentata tramite il sito dell’Inps, il Contact Center o un patronato.

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