Marius Borg Høiby, Oslo revoca la custodia: la Procura ricorre
Il provvedimento non è immediato: l’accusa chiede alla Corte d’Appello di bloccare la liberazione da Skaugum
Il Tribunale distrettuale di Oslo ha revocato la custodia cautelare di Marius Borg Høiby, ma la decisione non può ancora essere eseguita. La Procura ha infatti presentato ricorso e chiesto di impedire che il 29enne lasci la residenza di Skaugum prima del pronunciamento della Corte d’Appello.
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Il ricorso della Procura
L’accusa aveva sollecitato altre quattro settimane di detenzione, indicando due possibili rischi: la commissione di nuovi reati e una ricaduta nell’uso di sostanze. «Riteniamo che sussista ancora un rischio di recidiva, sia generale sia concreto, e anche il pericolo di una ricaduta nell’abuso di sostanze», aveva affermato Oda Karterud, rappresentante della Procura.
Secondo l’accusa, i due pericoli sarebbero collegati. La Procura aveva inoltre sostenuto che, pur trattandosi di una misura pesante, Høiby disponesse a Skaugum di condizioni relativamente favorevoli e della possibilità di mantenere rapporti sociali. Ora l’accusa ha chiesto la sospensione dell’efficacia del provvedimento, così da mantenerlo nella residenza reale fino all’esame del ricorso.
Le ragioni della difesa
La richiesta di scarcerazione era stata discussa nell’udienza di lunedì 2 novembre. Per Daniel Storrvik, uno dei difensori, non c’erano più motivi sufficienti per prolungare la custodia: «Negli ultimi quattro mesi ha dimostrato sia la volontà sia la capacità di tenersi lontano dalle droghe e da comportamenti penalmente rilevanti».
La difesa ha ricordato che durante le sedici settimane trascorse a Skaugum non sarebbero state registrate violazioni delle prescrizioni. L’unico episodio contestato riguarda il consumo di alcol rilevato da un test, ma su questo fatto l’Amministrazione penitenziaria non avrebbe trasmesso una relazione ufficiale.
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Il regime nella residenza reale
Høiby si trova a Skaugum dal 13 luglio, dopo un periodo in carcere, con un dispositivo elettronico alla caviglia. Il regime gli consente di restare nell’abitazione e sulla terrazza; per muoversi oltre questi spazi deve ottenere un’autorizzazione.
Può ricevere visite e incontrare la madre, la regina Mette-Marit, nell’edificio principale della tenuta. In base alle condizioni stabilite, i due possono trascorrere insieme fino a tre ore al giorno. Sono previsti anche controlli antidroga senza preavviso e la partecipazione settimanale al programma RISK, dedicato alla prevenzione della violenza nelle relazioni intime.
I testimoni ascoltati in aula
Per sostenere la richiesta, la difesa ha fatto intervenire due persone legate al percorso di riabilitazione di Høiby. Una è un operatore sanitario che lo segue da tempo; l’altra rappresenta l’Amministrazione penitenziaria norvegese e ha riferito sull’esperienza della detenzione domiciliare con controllo elettronico.
La deposizione del sanitario si è svolta a porte chiuse. Per l’altro testimone è stato ammesso un giornalista per ciascuna testata, con obbligo di riservatezza. I legali hanno accolto con soddisfazione la decisione del tribunale, ma attendono di esaminare il testo completo prima di aggiungere ulteriori valutazioni.
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