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Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

Marina Abramović espone a Roma la scultura Confession

L’installazione sarà visitabile dal 19 novembre al 19 maggio 2027, con accesso alla panchina dalle 17 alle 21

Dal 19 novembre 2026 al 19 maggio 2027, sotto l’Arco di Giano a Roma, sarà esposta Confession, la nuova scultura di Marina Abramović. L’opera raffigura un asinello dorato davanti al quale il pubblico potrà sedersi e affidare all’animale pensieri, desideri e inquietudini.

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Un asinello per ascoltare

La panchina sarà accessibile ogni giorno dalle 17 alle 21. Le persone potranno parlare ad alta voce oppure restare in silenzio, trasformando il gesto individuale della confessione in un’esperienza condivisa nello spazio pubblico.

«L’asinello è un elemento sia politico che spirituale», ha spiegato Abramović. Secondo l’artista, in un’epoca segnata da guerre, inquinamento e corruzione, davanti alla scultura potrebbero sedersi anche un politico per parlare delle proprie colpe, un insegnante per riflettere sui doveri verso i giovani o un contadino per raccontare il rapporto con le piante.

Abramović ha definito il progetto un atto d’amore per Roma. Rispondendo alle domande sull’intelligenza artificiale, ha detto di averne inizialmente apprezzato le possibilità, ma di considerarla ora una tecnologia molto pericolosa, capace di rendere gli esseri umani dipendenti e subordinati alle macchine.


Il progetto e l’inaugurazione

Confession, 2026 è la prima scultura in bronzo realizzata da Abramović. L’opera è stata commissionata dalla Fondazione Alda Fendi - Esperimenti e prodotta con Factum Arte; sarà presentata il 19 novembre durante una performance dell’artista, che inviterà alcune persone a prendere il suo posto davanti all’asinello.

Nello stesso appuntamento verrà mostrato anche The Road to Confession, 2026, video girato all’alba del 30 giugno. Diretto da Nabil Elderkin e realizzato con Factum Arte, il film segue Abramović mentre conduce l’asinello con una corda di canapa lungo le strade deserte della capitale.

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La scultura riprende una performance del 2010, quando l’artista si era seduta davanti a un vero asinello. «Dopo 4 ore e 50 minuti, se n’è andato. Ha preso la decisione di terminare la performance», ha ricordato Abramović. Per lei, quell’ascolto silenzioso aveva permesso di liberarsi dal dolore; oggi vuole rendere quell’esperienza accessibile a tutti.


L’Arco dopo i restauri

L’esposizione accompagnerà la riapertura culturale dell’Arco di Giano, interessato da un ulteriore intervento finanziato dal PNRR attraverso Caput Mundi. Il monumento era stato chiuso dopo l’attentato mafioso del 1993 alla vicina chiesa di San Giorgio al Velabro e il restauro principale si era concluso nel 2017.

Il progetto dialogherà con Rose per Lucilio - liberamente tratto da L’Asino d’oro o Le metamorfosi di Apuleio, allestito nel palazzo di fronte, Rhinoceros. Entrambe le iniziative sono curate da Raffaele Curi, direttore artistico della Fondazione Alda Fendi - Esperimenti.

L’appuntamento precederà il compleanno dell’artista, che il 30 novembre compirà 80 anni. In quel periodo Abramović sarà presente anche alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea con Historical Works and Transforming Energy.

Il rapporto con Roma è iniziato nel 1971, quando l’artista conobbe diversi esponenti dell’Arte Povera. Tra i momenti ricordati da Abramović c’è la mostra curata nel 1973 da Achille Bonito Oliva a Villa Borghese. Alda Fendi ha descritto l’incontro con l’artista come una sintonia maturata lungo percorsi diversi, ma accomunati dalla ricerca e dalla volontà di sperimentare.

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