Marco Mengoni apre a Milano il club Allo Sbagliato
Il progetto resterà aperto fino al 19 dicembre tra concerti senza scaletta, arte, teatro e design
Marco Mengoni ha inaugurato a Milano Allo Sbagliato, lo spazio di cui cura la direzione creativa fino al 19 dicembre. Il programma si sviluppa nell’arco di sette settimane, con serate pensate per cambiare ogni volta.
La formula ha già sollevato discussioni per i prezzi, considerati non alla portata di tutti. Mengoni ha replicato proponendo di vivere l’appuntamento come una cena stellata, quindi come un’esperienza articolata oltre il semplice ascolto di un concerto.
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Un palco senza barriere
Al centro del progetto c’è una permanenza artistica dal vivo con 26 appuntamenti prodotti e organizzati da Live Nation. Mengoni si esibisce circondato dal pubblico insieme a una band composta da 11 musicisti: non ci sono transenne e manca un palco tradizionale, così il cantante può spostarsi all’interno dell’intero spazio.
Il pubblico resta vicino all’area dell’esibizione, con pochi posti a sedere e condizioni di visibilità non uniformi per chi assiste in piedi. L’audio è stato descritto come di qualità, mentre la rinuncia alla comodità è parte della scelta estetica del progetto.
Scaletta diversa ogni sera
Non esiste un ordine fisso dei brani. Mengoni e i musicisti costruiscono la sequenza anche poco prima dell’inizio, scegliendo da un repertorio di circa 60 canzoni: metà appartiene al catalogo del cantautore, l’altra comprende pezzi amati o capaci di averne influenzato il percorso.
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La musica viene eseguita interamente dal vivo e attinge a soul, blues e ritmo e blues. Anche le pause, le conversazioni con il pubblico e i cambi di programma contribuiscono a rendere ogni appuntamento diverso dal precedente.
L’idea dell’imperfezione
Per Mengoni, ciò che è “sbagliato” coincide con ciò che si allontana dalle consuetudini e introduce un elemento inatteso. Il concetto si ritrova anche nei dettagli dell’abbigliamento, come una camicia abbottonata in modo asimmetrico, e nelle variazioni della serata.
La stessa impostazione riguarda l’allestimento e l’identità del luogo, dove musica, arte, teatro, comicità e design convivono. Atmosfere sotterranee, richiami d’epoca e arredi contemporanei sono accostati senza un’impostazione rigida; i telefoni restano fuori, per lasciare l’esperienza musicale senza la mediazione dello schermo.
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