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Lifestyle 2 min di lettura6 giorni fa

Maigret a Parigi: gli angoli più eleganti del nuovo film

Dal Quai d’Orsay al Canal Saint-Martin, il film di Pascal Bonitzer usa la capitale francese come cornice di un’indagine su segreti, apparenze e ambienti aristocratici.

Una Parigi di palazzi istituzionali, strade raffinate e scorci molto riconoscibili fa da sfondo a Maigret – L’amore e la morte, in sala dal 24 settembre 2026. Il film di Pascal Bonitzer sfrutta soprattutto gli interni per dare alla storia un tono raccolto, quasi soffocante, coerente con il caso seguito dal commissario.


Il canale e il richiamo a un vecchio

Tra i luoghi in esterno spicca il Canal Saint-Martin, scelto anche come omaggio a una delle indagini più note del personaggio, Maigret e il corpo senza testa. Il canale, oggi tutelato come monumento storico in Francia, attraversa l’est della città ed è noto per le passeggiate, le gite in battello e l’atmosfera dal sapore retrò.

Qui il film apre uno sguardo su una capitale meno monumentale e più quotidiana, ma sempre elegante. La scelta richiama anche una Parigi amata dai residenti, fatta di angoli romantici e vedute che il cinema ha spesso valorizzato.


Il cuore dell’inchiesta resta il Quai d’Orsay

Il punto di partenza della storia è il ritrovamento del corpo dell’ex ambasciatore Berthier-Lagès al Quai d’Orsay. Da quel momento Maigret, interpretato da Denis Podalydès, viene richiamato in fretta e comincia a ricostruire una vicenda piena di segreti.

L’indagine porta alla luce una relazione tenuta nascosta per più di cinquant’anni con la principessa de Vuynes, mentre anche il marito della donna è morto da pochi giorni in circostanze ritenute sospette. Passando dalle famiglie ai collaboratori del diplomatico, fino alla sua cameriera, il commissario scopre un mondo in cui le convenzioni sociali coprono verità scomode.

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Interni eleganti e facciate riconoscibili

Molte sequenze sono state girate in ambienti chiusi, una scelta che rafforza il clima di controllo e di silenzi che attraversa il racconto. Tra queste, la scena ambientata nella bottega di antiquariato sarebbe stata filmata in Rue Saint Georges, nel 9º arrondissement.

Anche la cena tra Maigret e sua moglie si svolge in un ristorante di Rue Paul Bert, nell’11º arrondissement. Altre immagini portano invece nel 1º arrondissement, dove compare Place Dauphine, piazza triangolare del Seicento voluta da Enrico IV per il futuro Luigi XIII.


L’eleganza di Parigi come parte del racconto

Il settimo arrondissement, con il suo tratto sul lungofiume e la sede del Ministero degli affari esteri al 37 del Quai d’Orsay, resta il centro simbolico dell’azione. È lì che il film colloca il punto più delicato dell’inchiesta, intrecciando potere, diplomazia e vita privata.

L’insieme delle location punta a restituire una città aristocratica e misurata, in linea con l’ambiente borghese raccontato da Simenon. Tra salotti, facciate storiche e scorci meno prevedibili, Bonitzer costruisce una Parigi che non fa solo da sfondo, ma diventa parte integrante dell’atmosfera del film.

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