Mafalda compie 62 anni: le domande che gli adulti non sanno evitare
La bambina di Quino, nata per una pubblicità mai realizzata, continua a mettere sotto esame guerra, politica, disuguaglianze e libertà.
A 62 anni dal suo debutto, Mafalda conserva intatto il potere di mettere in difficoltà il mondo adulto. Ha il fiocco tra i capelli, il caschetto nero e un’avversione ostinata per la minestra, ma soprattutto possiede una curiosità capace di arrivare al cuore delle contraddizioni: perché esistono le guerre, perché la ricchezza è distribuita in modo così ingiusto, perché la pace sembra sempre tanto fragile.
Nata dalla matita dell’argentino Joaquín Salvador Lavado Tejón, conosciuto da tutti come Quino, la bambina comparve per la prima volta il 29 settembre 1964 sul settimanale argentino Primera Plana. Quella che doveva essere una figura per una campagna commerciale mai partita è diventata una delle protagoniste più riconoscibili della storia del fumetto.
Il successo nato quasi per caso
L’idea iniziale risale al 1963, quando a Quino fu chiesto di inventare alcuni personaggi destinati a promuovere una linea di elettrodomestici Mansfield. Il progetto pubblicitario venne abbandonato, ma Mafalda rimase nei disegni dell’autore fino all’esordio dell’anno successivo.
Nel 1965 la striscia approdò sul quotidiano El Mundo. Un anno dopo uscì il primo volume, esaurito con le sue 5mila copie in appena due giorni. L’interesse oltrepassò rapidamente i confini argentini: nel 1969 Mafalda arrivò anche in Italia con il volume Mafalda la contestataria, accompagnato da una prefazione di Umberto Eco, e le sue storie furono tradotte in almeno 26 lingue.
Una bambina contro le certezze
Mafalda ha sei anni, ma i suoi pensieri riguardano problemi enormi. Guerra, fame, razzismo, democrazia, diritti e disparità sociali entrano nelle sue conversazioni quotidiane con la naturalezza con cui un bambino osserva ciò che lo circonda.
Il suo punto di forza non consiste nel fornire soluzioni. Mafalda domanda, insiste e pretende che le regole siano spiegate. Di fronte alla complessità con cui gli adulti giustificano le proprie scelte, lei conserva una logica elementare che spesso rivela l’assurdità delle loro risposte. La sua ribellione, quindi, non è un rifiuto automatico dell’autorità: nasce dal bisogno di capire ciò che viene imposto.
La minestra e il peso dell’imposizione
Il piatto più odiato da Mafalda è diventato uno dei simboli del personaggio. La sua battaglia contro la minestra non riguarda soltanto il gusto o il capriccio di una bambina davanti alla tavola di casa.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Quino spiegò che quel cibo rappresentava il militarismo e, più in generale, ciò che viene deciso da altri e accettato senza possibilità di discussione. Per questo una scena domestica apparentemente semplice assume un significato politico: Mafalda non sopporta l’obbligo quando nessuno riesce a darle una ragione convincente.
Gli amici mostrano un altro mondo
Intorno a lei Quino costruì un gruppo di coetanei che funziona come una piccola società. Susanita immagina una vita tradizionale fatta di marito e figli; Manolito pensa soprattutto al commercio e al denaro; Felipe è insicuro, sognatore e spesso prigioniero della propria fantasia.
Ci sono poi Miguelito, incline a riflessioni personali, Guille, il fratellino di Mafalda, e Libertad, minuscola nel corpo ma enorme nel significato del suo nome. Insieme, questi personaggi mettono in scena conformismo, ambizione, capitalismo, paura, idealismo e aspirazione al cambiamento. All’inizio, come raccontò lo stesso autore, esistevano soltanto Mafalda e i suoi genitori: gli altri arrivarono per allargare il suo universo.
Perché parla ancora al presente
Le domande della bambina continuano a funzionare perché i problemi che osservava negli anni Sessanta e Settanta non sono scomparsi. Conflitti, povertà, razzismo, diritti, democrazia e ingiustizie sociali restano questioni aperte, ancora difficili da spiegare senza ricorrere a giustificazioni complicate.
Quino è morto nel 2020, a 88 anni, il giorno dopo l’anniversario della prima apparizione della sua creatura. Mafalda, invece, è rimasta ferma ai suoi sei anni: fiocco, caschetto nero e domande intatte. È ancora lì a osservare gli adulti, chiedendo conto di un mondo che continua a non guarire.
Continua a leggere
Mengoni, quattro serate senza telefoni: il prezzo accende la protesta
Il progetto Allo sbagliato promette un rapporto più diretto con il pubblico, ma l’ingresso fino a 200 euro ha alimentato le critiche sui social
La7 senza Mentana? Spunta Cazzullo, mentre Mediaset osserva
Il contratto di Enrico Mentana scade a dicembre e il suo futuro resta aperto: tra le ipotesi compare un ritorno al Biscione, con un possibile riassetto anche a La7.
Elisa, il video dell’estate riaccende il caso Rigonat: cosa ha detto
La notizia della possibile separazione circola da poco, ma una risposta pronunciata durante un concerto aveva già alimentato i sospetti dei fan.
Vuoi scrivere a Milo Infante? Le vie per Verità nascoste
Non esiste ancora un canale dedicato per raggiungere la redazione: ecco come provare a contattare il programma e dove si trova lo studio di Rete 4.