Madeleine sorprende al Riksdag: il dettaglio nascosto del suo abito
Alla cerimonia parlamentare del 9 settembre le donne della famiglia reale svedese hanno rinnovato l’antica consuetudine del bianco e nero, nata da una scelta della regina Silvia.
Un fiocco bianco sulla schiena, intravisto solo parzialmente nelle immagini, ha completato l’abito scelto da Madeleine di Svezia per l’apertura del Parlamento. La principessa ha puntato su una blusa nera firmata Arakii, ravvivata da inserti chiari e da una scollatura posteriore, confermando la sua predilezione per un’eleganza sobria ma riconoscibile.
La casa di moda, fondata a Stoccolma, ha costruito la propria proposta intorno a capi pensati per attirare l’attenzione attraverso linee elaborate. In questo caso, tuttavia, il particolare più originale è rimasto quasi celato alla vista.
Madeleine e Sofia scelgono il contrasto
Alla cerimonia ha preso parte anche Sofia di Svezia, tornata agli impegni ufficiali dopo il congedo per maternità. Il suo abbigliamento era dominato dal nero, mentre il bianco compariva sui revers della giacca di Self-Portrait e sui bottoni decorativi.
La giacca, segnata in vita, accompagnava una gonna aderente sui fianchi e più ampia nella parte finale. L’insieme richiamava un gusto d’altri tempi, senza rinunciare alla linea contemporanea del completo.
Victoria, invece, ha scelto una combinazione più rigorosamente divisa tra i due colori. La principessa ereditaria ha indossato una giacca in tessuto bouclé di Roland Mouret, chiusa da una cintura nera e impreziosita da un gioiello di famiglia con perle e diamanti al posto della spilla prevista dal modello.
A completare la mise c’era una gonna nera plissettata fino alle caviglie, attraversata da un disegno a spina di pesce. Una fascia bombata con fiocco posteriore raccoglieva i capelli e aggiungeva un ulteriore richiamo rétro.
Silvia rinnova una consuetudine
La regina Silvia ha seguito la stessa alternanza cromatica della figlia, con una giacca corta bianca in tweed e una pioggia di bottoni gioiello. Sotto il capo si intravedeva una blusa con collo a foulard, inserita in una gonna nera di lunghezza midi.
Il cappello dalla forma arrotondata riprendeva l’eleganza delle creazioni associate a Jacqueline Kennedy. Per non appesantire l’insieme, la sovrana ha limitato i gioielli a orecchini di perle e diamanti.
La scelta di indossare soltanto bianco e nero per l’avvio della sessione parlamentare non è una regola recente. L’abbinamento è il risultato della trasformazione voluta da Silvia negli anni Ottanta, quando la regina sostituì l’antico abito di corte con capi più attuali e facilmente indossabili anche fuori dalle occasioni solenni.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Dall’uniforme di corte alla semplicità
Le origini della consuetudine risalgono al 1778, durante il regno di Gustavo III. Il sovrano introdusse per le donne una sorta di uniforme ispirata all’abbigliamento nazionale svedese, chiamata hovdräkt, cioè abito di corte.
Il modello prevedeva un vestito cerimoniale nero, maniche ampie con lavorazione a reticolo, uno strascico e alcuni elementi in pizzo. Pur senza l’opulenza di altri abiti di rappresentanza, permetteva di riconoscere immediatamente il rango di chi lo indossava.
L’intenzione era anche quella di contenere l’influenza della moda straniera e l’impiego di stoffe troppo costose, favorendo la manifattura tessile locale. La consuetudine proseguì sotto Gustavo IV Adolfo, poi perse progressivamente il suo ruolo quotidiano e rimase legata alle occasioni ufficiali fino al 1950.
La svolta dopo il 1975
Per l’inaugurazione dei lavori del Riksdag, l’abito tradizionale sopravvisse fino al 1974. All’epoca la cerimonia si svolgeva nella Sala del Trono del Palazzo Reale e le donne della famiglia indossavano velluto nero, seta bianca, mantelli di ermellino e tiare.
La riforma costituzionale divenuta operativa il 1° gennaio 1975 ridimensionò il ruolo politico del sovrano e trasferì stabilmente i lavori nella sede del Parlamento. Nel settembre 1976 Silvia, arrivata alla corte svedese dopo il matrimonio con Carlo Gustavo celebrato pochi mesi prima, si presentò in rosso, segnando una netta cesura con il passato.
Fu poi la stessa regina a recuperare i colori dell’antico abito di corte attraverso una formula più discreta. Giacche, gonne e vestiti contemporanei presero il posto dei mantelli e degli elementi più solenni, trasformando il bianco e il nero in un codice riconoscibile ma meno distante.
La cerimonia del 9 settembre 2026 ha riproposto proprio questa evoluzione. Secondo la Costituzione svedese, il potere pubblico nasce dal popolo e il Riksdag ne è il principale rappresentante: per questo l’abbigliamento più semplice della famiglia reale può essere letto come un segno di rispetto verso l’istituzione e verso i cittadini.
Continua a leggere
Alba Sgarbi, il matrimonio annunciato e quella paternità arrivata tardi
La figlia di Vittorio Sgarbi vive lontano dall’esposizione pubblica: dalla crescita in Albania al riconoscimento giudiziario del 2011.
Carlo Brenner, il cognome scelto e il legame irrisolto con Sgarbi
Dalla formazione tra filosofia e relazioni internazionali agli incarichi nella finanza e nelle istituzioni, il profilo del primogenito di Vittorio Sgarbi e Patrizia Brenner.
Corvaglia e Canalis, il passato è chiuso: poi arriva la confessione d’amore
Ospite di Caterina Balivo, Maddalena Corvaglia parla della distanza da Elisabetta Canalis e racconta la serenità accanto a Matteo Gracis.
Vanessa Incontrada, fuga romantica a Capri: le foto dopo le nozze
La presentatrice e Rossano Laurini hanno scelto l’isola campana per i primi giorni da marito e moglie, mostrando sui social immagini di grande complicità.